Si rompono le cose che nessuno guarda. In tre mesi di esercizio su cinque agenti AI ho registrato diciotto guasti, e in nessuno c'era qualcuno che attaccava: un lavoro notturno che per due mesi ha scritto «completato con successo» mentre falliva, una frase gentile al posto di un'azione mai eseguita — 6.272 € di noleggio fermo — e file che l'agente scriveva, rileggeva e ritrovava, senza che fossero mai arrivati sul disco. Il registro completo, con i costi e i controlli che ora li fermano, è pubblico su GitHub.
Quando si parla di rischi dell'intelligenza artificiale in azienda si pensa a un malintenzionato: qualcuno che inganna il sistema, ruba dati, manda comandi truccati. Le classifiche ufficiali dei rischi descrivono esattamente quello. I guasti che ho pagato io, fra giugno e agosto 2026, sono stati di un'altra natura.
Il semaforo verde che non sapeva diventare rosso
Un lavoro pianificato girava ogni notte. Lo script falliva, l'agente leggeva l'errore, ne scriveva un riassunto sensato, e il registro segnava «completato con successo». Due affermazioni vere nello stesso momento: il turno era andato a buon fine, il lavoro no.
Sei lavori sono andati avanti così per due mesi. Nessuno se n'è accorto perché la spia da guardare diceva verde, e la verità viveva in un file che nessuno apriva. Il costo in denaro è stato zero, ed è esattamente la ragione per cui è durato tanto: un guasto senza fattura non ha niente che lo renda visibile, tranne un campo di stato che mentiva.
Una frase gentile al posto di un'azione
Il secondo è quello che è costato di più. Un agente che gestisce richieste operative si è trovato davanti a un permesso che gli impediva di scrivere. A quel punto ha smesso di agire e ha cominciato a raccontare: «Giro io la richiesta.» Il messaggio è partito davvero, la richiesta non è mai stata aperta.
Il conto. Su 62 giorni e 2.312 messaggi, le promesse di un atto concreto sono state quattro, e tre a vuoto. L'ultima è costata 6.272 €: un mezzo a noleggio rimasto fermo 32 giorni a 196 € al giorno, perché la richiesta di riconsegna non è mai arrivata a destinazione.
Una ogni due settimane: troppo rara perché qualcuno la noti, troppo frequente perché ci si possa fidare che le cose annunciate siano state fatte.
La cosa che rende questo guasto insidioso è che nessun controllo di consegna lo intercetta. Il messaggio all'utente parte benissimo. Manca l'atto dietro il messaggio, e per accorgersene bisogna confrontare quello che l'agente ha detto con quello che risulta nei registri.
File salvati che non arrivavano sul disco
Il terzo sembrava una cancellazione. L'agente scriveva un documento, lo rileggeva, lo ritrovava: dentro il suo spazio quel file esisteva davvero. Fuori, non era mai arrivato. Nessuno aveva cancellato niente, e cercare il colpevole ha portato via la maggior parte del tempo di diagnosi.
Per un giorno intero il lavoro prodotto è finito nel nulla, e nello stesso periodo l'agente non ha visto due cartelle di documenti che le sue istruzioni gli impongono di consultare. Ha continuato a lavorare senza, e non ha detto niente: una cartella assente e una cartella vuota, viste da dentro, si assomigliano.
Perché le classifiche ufficiali non li vedono
Ho mappato tutti e dodici i principi che ho ricavato sulla OWASP Top 10 for Agentic Applications 2026, la classifica di riferimento pubblicata a dicembre 2025 dall'OWASP GenAI Security Project. Quattro voci su dieci hanno una corrispondenza con i miei casi. Per le altre sei ho scritto perché non ce l'hanno.
Il motivo è che quella lista descrive minacce: obiettivi dirottati, strumenti abusati, memoria avvelenata, agenti che escono dal mandato. Sono rischi reali e la lista è fatta bene. I diciotto guasti che ho registrato hanno tutti la casella dell'attaccante vuota, e continuano a costare soldi lo stesso.
Le tre domande da fare a chi ti installa un agente
- Il freno di spesa sta dentro o fuori dall'agente? Un limite scritto nelle sue istruzioni è una cosa che l'agente sa citare mentre la supera. Deve stare in un pezzo di software separato, che dice di no per conto suo.
- Il vostro semaforo verde l'avete mai visto diventare rosso? Se la risposta è no, quel semaforo va provato rompendo qualcosa di proposito. Finché non l'hai visto fallire, non sai se funziona.
- Come verificate che una protezione sia davvero attiva? Una guardia può risultare installata leggendo la configurazione e non esistere nel programma in funzione. Da noi era così su tre impianti su cinque, mentre credevamo fosse ovunque.
Perché ho pubblicato tutto
Ho raccolto i dodici principi, i diciotto guasti con la data e il costo, e sette programmi che chiunque può scaricare e provare in due minuti, in un repository pubblico che si chiama blast-radius. Il nome viene dal documento OWASP, che chiama «blast-radius guardrails» proprio le protezioni che limitano il danno di un agente che sbaglia.
Due dei difetti che ho trovato riguardavano il software che fa girare gli agenti, non il mio codice: li ho segnalati ai suoi manutentori prima di pubblicare, e le segnalazioni sono pubbliche entrambe. Il nome dell'azienda cliente non compare da nessuna parte, e la cosa è stata messa alla prova: due modelli esterni hanno ricevuto solo il testo pubblico con la consegna di scoprire di chi si trattasse, e non ci sono riusciti.
Chi valuta un progetto AI per la propria azienda ci trova le domande da fare. Chi un agente ce l'ha già in produzione ci trova i controlli, e può provarli sul proprio sistema stasera.