Una partita a scacchi con la mente

Quando iniziamo un qualsiasi percorso di crescita con lo scopo di elevare la nostra consapevolezza entrano in gioco varie forze. La prima forza è quella dell’Anima, la quale è la fonte della spinta che provoca quell’inquietudine che ci stimola a cercare un percorso di autoconoscenza. Subito dopo intervengono una serie di forze egoiche per contrastare e dare una direzione opportunistica a questa spinta autentica, la personalità inizia una partita a scacchi il cui scopo è quello di proteggere il  re e la regina. Essi rappresentano la parte fondante della nostra personalità che tiene in piedi il nostro senso di importanza (io ho ragione, gli altri hanno torto), il quale si manifesta sia in più (l’idea di essere migliore degli altri) che in meno (in una forma vittimistica).

La prima cosa su cui portiamo la nostra attenzione in un percorso di crescita sono le cose che non ci piacciono della nostra vita e di noi stessi. Parlare di queste cose e metterle sul tavolo per superarle e trasformarle, così come affrontare i traumi del passato, è qualcosa che facciamo con relativa facilità poiché non mette davvero a rischio le nostre abitudini. Pensiamo che sia possibile vivere la realtà che già viviamo semplicemente sentendoci più felici, quindi in qualche modo miriamo a vivere più felicità senza correre alcun rischio significativo. Sacrifichiamo volentieri i pedoni, affrontando questioni secondarie della nostra personalità, in modo da accontentare la propria spinta animica, il proprio ego e l’ego del facilitatore con cui stiamo lavorando, dando l’impressione di stare lavorando su qualcosa di importante che ci riguarda e di stare facendo dei progressi.

Se scaviamo più a fondo senza cadere in questo tranello ci rendiamo conto che tutto questo viene messo in campo per difendere il re e la regina. Gli altri pezzi, se necessario, vengono sacrificati allo scopo di non mettere mai in discussione il centro intorno a cui ruota la personalità e quindi il senso di importanza: la dipendenza emotiva. Essa è meccanismo fondante la cui soddisfazione diventa lo scopo su cui noi basiamo le nostre scelte e i nostri comportamenti. Intorno a questo (falso) scopo ruotano tutte le nostre emozioni più forti, sia positive che negative. Più ci si avvicina a svelare o mettere in pericolo l’esistenza o la soddisfazione di questa dipendenza (il re e la regina sono minacciati) più la mente entrerà in ribellione in varie forme. L’oscurità, fino a quel momento celata dentro di noi e non manifestata, scenderà in campo per difendere la fonte del suo nutrimento, cioè la dipendenza emotiva.

L’origine di questo meccanismo è nella relazione con i nostri genitori e altre figure della nostra famiglia di origine in cui individuiamo uno o due bersagli principali che diventano le figure da cui aspiriamo ottenere tutte le attenzioni, sono le figure della famiglia che il bambino desidererebbe avere “tutte per sé”. Sia che ci riesca, sia che non ci riesca svilupperà una dipendenza emotiva che si baserà nel primo caso (lo voglio tutto per me e lo ottengo) sulla pretesa e nel secondo caso (lo voglio tutto per me e non lo ottengo) sulla mancanza. La pretesa stimola l’atteggiamento psicologico di colui che sale sul piedistallo e si sente superiore e in diritto di ricevere. Ditro le quinte si nasconde l’insicurezza e il dubbio di non meritare ciò che ha ricevuto e quindi il timore di perderlo. La mancanza stimola invece l’atteggiamento vittimistico e dimesso che nasconde la rabbia per non aver ottenuto ciò a cui si aspirava. Tutto questo viene mascherato da atteggiamenti e modalità che servono a presentarsi al mondo esterno in modo accettabile e a nascondere le vere intenzioni che mirano ad alimentare questa dipendenza e difendere a tutti i costi i successi in questa direzione.

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2 commenti su “Una partita a scacchi con la mente”

  1. Cosa commento, dopo una vita vissuta Sempre alla ricerca del modello da adottare, alla fine mi ritrovo solo, sofferente e privo delle basi di supporto x una Personalità serena ed efficace. Il dolore e la rabbia mi mangiano l’anima 🧘❤️🏃

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