Perché sono qui?

Tempo fa in un forum mi sono imbattuto in ciò che potremmo definire una lunga lettera aperta. Mi colpì e la copiai per rileggerla con calma, a distanza di un paio d’anni ne ripropongo uno stralcio sul blog.

“Cosa ci faccio qui? Sono giunto su questo pianeta anni fa. Sono passato attraverso un tunnel e mi sono ritrovato qui. Dicono che io abbia scelto di Essere qui. Eppure non riesco a ricordare. Perché sono qui? Ogni giorno mi sveglio e vedo un mondo pazzo. Vedo code di auto dirigersi verso gabbie chiamate lavoro. Vedo gente spazientita affannarsi per piccole cose. Vedo persone rinunciare ad Anima pur di ottenere ciò che vogliono. Vedo persone che non si fanno alcuna domanda. Non si chiedono: perché sono qui?

Ogni sera vado a letto e osservo la mia giornata. Perché ho fatto ciò che ho fatto? Perché ho detto ciò che ho detto? Perché continuo a fare le stesse cose? Le ho scelte io? Forse sì, eppure non riesco a ricordare: quando ho fatto quelle scelte? Non è la prima volta, sono già stato qui. Sono già stato anche in altri posti. C’è qualcosa, ancora qualcosa da fare, ancora tanto da imparare. Non riesco a ricordare ma so che devo farlo: ricordare chi sono e cosa ci faccio qui.”

Lettera di uno starseed (anonimo)

Rimettere se stesso al primo posto – seminario introduttivo

Ciò che ora pensi di essere è solo ciò che sei diventato, è molto peggio di ciò che sei davvero. Essendo diventato ciò che sei passi molto del tuo tempo a lamentarti, a giudicare ciò che ti circonda (questo è bello, questo è brutto, questo è buono, questo è cattivo), a fantasticare sul futuro e, in definitiva, a rimandare continuamente la felicità a un tempo più o meno lontano. Eppure questo tempo non arriva mai. Guardare ciò che è significa smettere di prendersi in giro, rendersi conto che quel tempo, finché rimaniamo ciò che siamo diventati, non arriverà mai, nonostante continuiamo a raccontarci che la prossima volta sarà quella buona…

Se continui a pensare che la soluzione sia “esterna” sei ancora in periferia, in un posto in cui il mondo ti sembra simile ad un quartiere malfamato e la vita simile ad un deserto…

Il seminario vuole introdurti alla ricerca di chi sei davvero e presentarti la persona più importante eppure sempre più spesso trascurata: te stesso.

LA STANZA DEL TESORO E’ DENTRO DI TE, hai iniziato la ricerca?

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Dal relazionarsi alla relazione – nota breve

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Stare insieme diventa “lo stare insieme”, relazionarsi diventa “la relazione”, così come rapportarsi diventa “il rapporto”. Ciò che era in movimento, il verbo, è stato congelato in un sostantivo, in uno schema fisso. È come fermare un video per prevelarne un’immagine rappresentativa per il manifesto di presentazione. Si ferma l’azione e subentra la staticità. È così, a un certo punto, dai “la relazione” per scontato, i giorni sembrano ripetersi senza novità.

Rinunceresti all’emozione e all’avventura di un film per la finta sensazione di sicurezza e stabilità di un semplice fotogramma? Certo che no. Eppure è ciò che fai con l’emozione del relazionarsi, in pochi mesi la congeli in una “relazione” con regole fisse e baratti l’emozionante certezza dell’incerto per un’incerta certezza senza vita, cosa che piace tanto ad un sistema che vuole e “premia” cittadini che abbiano abitudini, interessi, desideri simili, prevedibili, globalizzati.