Workshop: riconosci il tuo talento e realizza la tua chiamata

La maggior parte delle persone fa un lavoro che non ama. Molte persone fanno un lavoro che pensano di amare ma non decolla come vorrebbero poiché, in realtà, non rispecchia i propri talenti naturali. Alcune persone fanno ciò che amano ma non credono in ciò che fanno e quindi tutto va a rilento. Poche persone fanno ciò che amano e diventano tutt’uno con esso, non distinguono tra lavoro e tempo libero quindi fanno la vita che hanno scelto.

il workshop è dedicato a tutti coloro che:
– hanno un lavoro dipendente e si sentono in gabbia
– stanno cercando la propria strada e il proprio posto nel mondo
– hanno compreso il proprio talento ma non trovano una via per realizzarlo
– pur lavorando in proprio e facendo ciò che amano, non riescono a conquistare il successo che meritano
– hanno compreso che siamo qui per qualcosa di più che semplicemente lavorare, guadagnare, spendere!

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Giocare

“In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.”  Matteo 18,1-5

Non diventare come bambini, cioè non entrare in contatto con Anima fino a essere uno con lei… Non so se ti sei mai chiesto come si faccia a giocare. Sembra una cosa banale, ma alcune persone non ne sono capaci. Vogliono vincere, cercano risultati. Il gioco fine a se stesso viene vissuto come una perdita di tempo. La chiave è nel lasciarsi andare, nel rilassarsi e fidarsi della vita. Riprendere a giocare a volte richiede un salto nel buio, richiede spingere al massimo le resistenze mentali, facendo azioni che vanno contro le resistenze, fino al punto di creare una piccola crepa. Di seguito il caso di Mariana.

Io: “chiedi a Spirito (animale guida: Aquila), quali sono i nodi che devi sciogliere?”

Mariana: “mi dice di andare a giocare con gli altri bambini (le altre anime). Ma io mi tengo un po’ in disparte.”

Io: “quando eri piccola giocavi con gli altri bambini, è come se potessi tornare piccola e sperimentare nuovamente quella voglia di giocare”

Pausa Continua a leggere Giocare

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Essere se stessi – parte seconda

Trovi la prima parte dell’articolo cliccando qui

Alberto (in stato di rilassamento profondo): “arriva un’altra scena del mio passato, sono in un paese vicino al mio. Io sto con un gruppo di gente. Tutti presi (dalle entità, ndr), tutti. Ma io sapevo di non essere come loro in quel momento. Per sentirmi forte fingevo (di essere come loro, ndr). E’ tarda sera, c’era una persona al centro della strada, ci siamo nascosti per aspettare che passasse questa persona, non sapevo cosa stesse accadendo.” Singhiozza.

Io: “stava passando un uomo o una donna?”

Alberto: “un uomo. Io pensavo stessero giocando. Lo hanno massacrato di botte, troppe.” Singhiozza.

Io: “quanti anni hai in quel momento?”

Alberto: “ventisei anni. C’è sangue. Trenta persone contro uno. Nessuno sentiva niente.”

Io: “nessuno sentiva nulla, compassione, empatia, nulla. Solo tu la sentivi”

Alberto: “Nulla, nessuno sentiva nulla. Solo io, ma facevo finta di niente, sono rimasto fermo a guardare. Trenta persone e nemmeno uno… ho pensato che il mondo fosse così e che io fossi l’unico a sentire qualcosa. Spirito è affianco a me, guardiamo la scena in disparte.” Piange. Poi continua: “ci sono due Alberto, uno è solo paura, l’altro è solo amore. Ora li vedo, quello (che ha solo paura, ndr), è finto, è fatto di cenere. Non è diventato più forte facendo così, come Luca, nessuno diventa più forte con la paura. La forza è nell’amore.”

Io: “la forza è nell’amore” Continua a leggere Essere se stessi – parte seconda

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Essere se stessi – parte prima

Essere se stessi può essere molto difficile perché implica mantenere una certa sensibilità. Implica mantenere proprio quella sensibilità che ti permette di rimanere in contatto con ciò che è più sottile, con le tue parti animiche, con la dimensione spirituale a cui appartieni. Rinunciamo a quella sensibilità per un fraintendimento, pensiamo di trovare ciò che cerchiamo al di là di ciò che siamo, cerchiamo forza, bellezza, audacia, potere, controllo. Ma questa ricerca, nel momento in cui ci porta a rinnegare chi siamo, allontana da noi quella gioia, quell’amore e quella pace cui in realtà tutti aspiriamo. Di seguito riporto il caso di Alberto, in stato di rilassamento la sua parte spirituale lo guida a comprendere meglio alcuni aspetti della sua vita, rivisitando alcune scene significative del suo passato:

Io: “chiedi di comprendere meglio, come nasce questo tuo timore di essere te stesso?

Alberto: “Sono alle scuole medie, Luca è il mio compagno di banco ed è uno dei miei migliori amici. Io scherzavo con lui, anche altri scherzavano con lui, alcuni lo sfottevano. A distanza di tempo muore. Lui era stato preso (dal Volador o entità, ndr), perché era troppo buono.”

Io: “era stato preso perché era troppo buono?”

Alberto: “Io ho pensato questo”

Io: “tu (la mente, ndr) hai pensato questo, invece Spirito cosa ti dice, perché è stato preso?”

Alberto: “Perché ha fatto un patto” Continua a leggere Essere se stessi – parte prima

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La vita e la morte

La vita e la morte sono un continuum. Lasciamo la dimensione fisica per passare a quella spirituale per poi tornare a quella fisica. Puoi trovare la stessa alternanza sul piano fisico: durante la veglia viviamo la dimensione fisica e durante il sonno la dimensione sottile. Accade attraverso ciò che tu chiami: sogni. Non ci sono pause, si vive su entrambi i piani. Molto spesso non siamo consapevoli di ciò che ci accade sul piano sottile, questo ci rende vulnerabili. Ciò che accade di là e di cui non siamo consapevoli è talvolta la causa del fatto che la nostra vita sembra procedere a rilento.
La paura della morte deriva dal non voler perdere ciò che abbiamo conquistato in vita a livello materiale e dal timore dell’ignoto. Sappiamo che saremo catapultati verso l’ignoto, in un mondo in cui ci sono pochissime persone preparate a prepararti alla morte. Una delle persone con cui abbiamo lavorato ha, tra i suoi compiti su questo pianeta, proprio quello di aiutare le persone a fare il passaggio, in modo che non si perdano di là allo stesso modo in cui si sono perse di qua attraverso gli attaccamenti alla materia. Continua a leggere La vita e la morte

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Le due storie della nostra vita

C’è una storia della nostra vita che ha a che fare con il nostro destino. È una storia che ci porta a noi stessi, che ci appartiene dal momento stesso in cui nasciamo, è fatta d’amore e di fiducia. La portiamo dentro e a un livello più profondo la conosciamo già. Poi c’è un’altra storia. È la storia che conosciamo tutti, fatta di paura e insicurezze. È la storia in cui rinunciamo a noi stessi per uno stipendio, tradiamo il nostro o cuore per arricchirci, rinunciamo ai sogni per le sicurezze, ci sentiamo inadeguati o altro di simile.

Carla lavora nel reparto psichiatrico di un importante ospedale di una città del nord come infermiera. Ha una cinquantina d’anni, vive sola nell’appartamento che era dei genitori. Ha un lavoro sicuro e guadagna abbastanza da poter togliersi i suoi sfizi. Eppure si rende conto di stare vivendo una vita che non le appartiene e che, a un certo livello, non ha neppure scelto lei: “Nella mia vita sono sempre stata vittima di qualcosa che mi portava malessere, non ho mai capito cosa, so solo che mi ha condizionato e bloccato” dice. Dopo aver lavorato in gruppo nei workshop e aver preso confidenza con il nostro modo di lavorare e con gli aspetti teorici su cui si basa il nostro modo di procedere, inizia gli incontri di regressione. E’ in uno di questi incontri che emerge un ricordo rimosso, aveva visto il padre baciare una donna che non era la mamma, il papà aveva tradito la mamma? Continua a leggere Le due storie della nostra vita

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Fuori dalla gabbia

“Le persone sono manipolate come i burattini, non sono libere e così sbagliano, soffrono e provocano sofferenze”
Spirito, canalizzazione di C.

Ci sentiamo in gabbia, è come un confine invisibile che a volte percepiamo ma non riusciamo a oltrepassare. Nella vita quotidiana questo si manifesta attraverso la sensazione di non riuscire ad andare oltre, a spiccare il volo, a vivere davvero. La coperta è sempr corta: lì dove guadagno più denaro allora ho poco tempo per me, dove ho più tempo per me allora ho difficoltà economiche, dove dedico molto tempo alla carriera è la relazione di coppia a essere trascurata e traballare.
“Sono stata dentro una gabbia e non me accorgevo” sono le parole di C. mentre, in stato di rilassamento profondo e trovato il contatto con l’animale guida, procediamo alla pulizia del corpo sottile. Si riferiva ai fili metallici che partivano dalla testa e permettevano al suo sfidante di burattinarla, amplificando pensieri non del tutto suoi. “Tanti piccoli serpenti escono dalla testa” dice, sono tutte le forme pensiero create negli anni da queste convinzioni limitanti.
Ma questa realtà è difficile da accettare perché troppo radicale. Siamo circondati da energie invisibili a chi non vuole vedere, svegliarsi significa anche iniziare a volgere lo sguardo verso ciò che abbiamo sempre tenuto nascosto. L’oscurità è dove il nostro sguardo, la luce della nostra consapevolezza non è ancora giunta…

Per approfondire:

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Ciò che sei non È, il libro

Il libro, giunto alla seconda edizione, è ordinabile presso le migliori librerie esoteriche e indipendenti. Segnalo inoltre il link de Il Giardino dei Libri e IBS. Disponibile anche l’eBookVedi il calendario delle presentazioni e dei workshop collegati al libro.

Viviamo realtà che non ci appartengono. L’essere umano si immedesima in una vita non sua creando delle realtà illusorie. In questo modo perde di vista l’Essenza. Il risveglio consiste in questo: accorgerti che ciò che credevi di essere, in realtà, non lo sei. Il primo scopo di questo libro è accompagnarti più in profondità in questa esplorazione. Quando diciamo “io” ci riferiamo perlopiù alla nostra mente, siamo identificati totalmente con essa. Ci sembra davvero davvero che il binomio mente/corpo, con i suoi pensieri ed emozioni, sia tutto ciò che esiste. Questo è il maggior ostacolo all’applicazione di qualsiasi insegnamento di vita ci sia stato tramandato.

Oltre alla dimensione terrena esiste un infinito “universo spirituale”, organizzato in dimensioni perlopiù atemporali e collegato a quello materiale. L’uomo visita questo universo con regolarità attraverso il suo veicolo sottile, in particolari stati di coscienza di cui è solitamente inconsapevole. È in questo spazio che Continua a leggere Ciò che sei non È, il libro

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La ricerca interiore: verso l’unione di Mente, Anima e Spirito

Il senso della ricerca interiore è iniziare a guardare a se stessi e alla propria vita con occhi di Verità. Non serve continua a sfuggire a se stesso o rimandare di affrontare ciò, che al nostro interno, ci appesantisce, spesso a nostra insaputa. Vogliamo guarire, vogliamo spiccare il volo, eppure passiamo le giornate a dedicarci ad altro. E’ giunto il momento per l’Essere umano di strappare quei veli di paura che non gli permettono di guardare ciò che E’ e di accorgersi del fatto che, oltre alla dimensione fisica, di dominio della mente, ci sono dimensioni non fisiche, tutte da esplorare, in un viaggio di liberazione della nostra parte animica.

Di seguito l’intervista di approfondimento:

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Il significato più ampio di Pentimento, Redenzione, Conversione, peccato, tentazione

Ogni cosa è stata fraintesa. Le parole sono state svuotate. Ciò che ne rimane sono precetti moralistici. Ma, quando entri in una comprensione profonda, scaturita da una ricerca personale che porti a delle esperienze, allora il significato autentico viene dispiegato e tutto si mostra per ciò che È. Intraprendere questo viaggio e proseguirlo fino in fondo al proprio cuore è la sfida da cogliere.

Di seguito l’intervista di approfondimento:

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