Il senso di vuoto e il tratto narcisistico di personalità

Spesso ci accorgiamo che la nostra vita è permeata da un senso di vuoto, una sorta di sottile apatia o sfiducia nella possibilità di vivere qualcosa di bello. in base al carattere ognuno cerca di reagire in modi differenti a questa sensazione di sottofondo. Spesso si cerca la soluzione nelle relazioni (sia di coppia che amicali). Cerchiamo diverse forme di compagnia, cerchiamo evasioni di ogni genere e sviluppiamo dipendenze, nel tentativo di riempire ciò che sembra incolmabile. Cerchiamo di alimentare e seguire desideri che producano emozioni positive per contrastare quel senso di vuoto. Ma tutto questo sforzo sembra funzionare solo per un certo tempo. Eppure se ti osservi bene, nei momenti di quiete, ti accorgerai che molte, troppe volte, la nostra attenzione è assorbita da lamentele e giudizi e questo rallenta terribilmente la nostra vita. Perché scatta in noi questo meccanismo automatico che produce continuamente giudizi, commenti e lamentele su ciò che ci circonda?
Ha inizio nel nostro passato, in ciò che abbiamo vissuto nella nostra famiglia di origine.

È nella nostra infanzia che individuiamo un genitore bersaglio, spesso la mamma o il papà, ma a volte può essere un fratello o un altro familiare. In alcuni casi individuiamo due bersagli (entrambi i genitori o un genitore e un fratello o altro familiare). Cosa significa che il bambino individua un bersaglio? Significa che c’è una persona che prende come un riferimento e allo stesso tempo oggetto del desiderio (lo voglio tutto per me). Ed è nella frase “lo voglio tutto per me” che troviamo il cuore del tratto narcisistico. L’impulso narcisistico produce la personalità che poi prende diverse diramazioni: perfezionista, paranoico, istrionico e così via. Quindi lo voglio tutto per me e lo ottengo oppure lo voglio tutto per me e non lo ottengo. Entrambi gli scenari prefigurano una pretesa e un senso di ingiustizia quando questa pretesa viene disattesa. Intorno a questa pretesa e al senso di ingiustizia che potrebbe derivarne costruiamo la nostra vita e le nostre fissazioni cognitive che poi producono, letteralmente costruiscono la nostra realtà, sia i nostri successi che i nostri drammi.

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