Vorrei fosse diversa, vorrei fosse diverso

09 Dic
9 dicembre 2013

Molti si ritrovano, ad un certo punto di una relazione, a cercare di cambiare l’altro. Per farlo, quasi sempre, la coppia casca in un gioco di potere. Perché accade questo? È la natura dell’ego. Questo concepisce il mondo come un posto in cui si vince o si perde, in cui si ha ragione o si ha torto. Ogni conflitto nasce a questo livello, sono due ego che si fronteggiano. Il conflitto viene alimentato dalle emozioni, queste prendono carburante dalle ferite del passato. In questo senso la storia infantile, familiare, di ognuno condiziona poi la nostra vita in coppia. L’ego si forma nella mente come una difesa dalle ferite, allo stesso modo la pelle, dopo una ferita si riforma più dura e meno sensibile in modo da proteggere la parte da eventuali colpi futuri. Ogni ferita rafforza l’ego, in questo modo diventa una corazza, un guardiano, un soldato che bloccherà l’ingresso ad alcune zone del nostro mondo interno cercando di impedire anche a noi stessi di entrarci.

I conflitti possono essere risolti a livello egoico solo con la resa di uno dei due. Questa sarà una resa apparente, significa che alla prima occasione cercherò di

rifarmi. L’ego può abbandonare una battaglia ma non lascerà mai la guerra perché questa è la sua unica ragione di esistere. Lui ti protegge da un mondo esterno ostile, ti protegge ti protegge ti protegge e ti controlla. Non a caso abbiamo costruito una società che, in cambio dell’illusione di sicurezza, ci controlla e limita la nostra libertà. L’ego diventa un sistema, una matrix in cui è facile perdersi, disimparando a distinguere la sua voce dalla tua. Oggi mi rendo conto che ogni volta che penso di aver ragione, ogni volta che ho paura, tutte le volte in cui mi sento ferito, è lui che sta parlando nella mia testa, chiedendomi di attaccare o scappare da quella situazione.

Una relazione si armonizza al di la delle parole. L’ego ha bisogno di parlare, per questo preferisco utilizzare tecniche non verbali in cui l’ego ha difficoltà ad infilarsi. Quando inizi a guardare gli occhi dell’altro in silenzio, o con una dolce melodia di sottofondo, e vi prendete semplicemente le mani… ecco puoi rimanere lì, semplicemente perderti negli occhi dell’altro, in meditazione silenziosa. L’ego inizia a ribellarsi, a scalpitare, vuole sottrarsi, vuole parlare, vuole dire la sua, vuole combattere, vuole sottomettere, punire, giudicare, gridare. Invece il tuo cuore vuole gioire e può farlo solo quando cercherai un contatto sottile con l’altro. Quindi puoi armonizzare le frequenze con l’altro, solo dopo averlo fatto potrete vivere una sensazione di unione. Tutto sarà amplificato, la vibrazione della sessualità sarà più intensa, tornerà il piacere di avere l’altro vicino, di sentire la sua presenza. La soluzione non è nell’ego, è al di la di esso: nell’amore.

Se vi concedete di entrare in questa comunione sottile allora, molto lentamente, l’altro si avvicinerà a te, si lascerà guidare nel tuo mondo, in posti in cui prima evitava a tutti i costi di entrare, rifiutava di seguirti con tutte le sue forze. Ecco come è possibile cambiare l’altro, nel senso di ampliare la sua visuale in modo che includa anche la tua. A quel punto emergerà una visuale più ampia, ma sarà una cosa naturale. A quel punto la felicità dell’altro diventerà anche una tua priorità e viceversa, a quel punto inizierai ad andare verso l’unione e la condivisione, li dove l’ego spingeva verso la separazione. Inizierai maggiormente a sentire l’altro e meno a pensare all’altro (fantasticando e/o giudicando).

Questo è ciò che sperimentiamo qui

1 replies
  1. Miriam Quattrini says:

    La coppia…due anime..: non si può pretendere nulla dall’altro finchè non siamo noi a dare per primi. Tutto ciò che diamo è ciò che noi riceviamo dall’altro..è come se l’altro fosse il nostro riflesso..tutto è dipeso da noi stessi..dunque facciamo attenzione a ciò che emana il nostro campo vibrazionale!

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