Uscire da Matrix: ecovillaggio e sovranità individuale

13 Ago
13 agosto 2012

Uno degli elementi che ci lega maggiormente alla Matrix è il delegare. Nell società moderna abbiamo delegato tutto, sono le industrie che procurano il cibo per nostro conto, oltre all’abbigliamento e tutti gli oggetti che noi riteniamo utili, le aziende ci forniscono la sussistenza economica attraverso l’offerta di lavoro subordinato, enti pensionistici pubblici e privati ci forniscono denaro per la vecchiaia e ci aspettiamo che il partner e la famiglia in generale soddisfi i nostri bisogni affettivi. Spesso facciamo affidamento su tutti tranne che sulla persona più importante: noi stessi.

Questo stato di cose ci ha portato gradualmente a sentirci sempre più dipendenti e, di conseguenza, sempre più vittime di ciò da cui dipendiamo. Se dipendi da un’azienda per lo stipendio e questa chiude per qualche motivo, ti sentirai vittima. Se il tuo partner ti lascia per qualche motivo, ti sentirai vittima. Se i tuoi figli ti trascurano per qualche motivo, ti sentirai vittima. Se le aziende decidono di aumentare il prezzo del tuo cibo preferito o degli oggetti di cui non puoi fare più a meno ti sentirai vittima. Lo stato di vittimismo non deriva dal subire un torto, ma principalmente dall’atto di delegare aspetti chiave della propria vita a soggetti esterni con i quali il rapporto non è più paritario ma di dipendenza.

La dipendenza è psicologica, anche se apparentemente appare oggettiva agli occhi della vittima. Essa non si è mai occupata di se stessa poiché troppo impegnata a soddisfare bisogni e aspettative dei soggetti esterni da cui dipende in un verso o nell’altro. L’idea di ecovillaggio invece non prevede ruoli da vittima. Un gruppo di persone decidono di prendere in mano il proprio futuro garantendosi in primis la quasi totale autosufficienza energetica e alimentare e in una seconda fase l’autosufficienza economica. In questo modo la delega viene a cadere e i bisogni primari sono presi in carico dal gruppo di persone che collabora a degli obiettivi comuni e si prende la responsabilità dei risultati ottenuti.

Il tempo dell’attesa che altri risolvano e soddisfino le proprie esigenze sta terminando, è tempo per l’essere umano di meritarsi questo appellativo, unirsi in gruppi di persone consapevoli e iniziare il percorso di autodeterminazione, nella direzione di una società umanocentrica. A presto per ulteriori approfondimenti e spunti, puoi registrarti al blog nel riquadro laterale per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli.

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