Tag Archive for: pensiero positivo

Il pensiero positivo e il pensiero quantistico

12 Nov
12 Novembre 2013

Il pensiero positivo ci ha insegnato ad orientare l’attenzione verso qualcosa di desiderabile. Ha aiutato molte persone a trovare la spinta ad uscire dalla propria zona di comfort. E questo è molto bello. D’altro canto non ci ha insegnato a discernere tra ciò che è desiderabile e ciò che non lo è. In qualche modo è come se avessimo imparato ad utilizzare un’arma ma non sapessimo ancora distinguere tra gli amici e i nemici. A Pinocchio andare a vivere nel paese dei balocchi sembrava un’esperienza desiderabile, fino a quando non si è accorto del contrario. Pinocchio era un convinto sostenitore del pensiero positivo e questo lo portava a considerare il grillo parlante un pessimista rompiscatole, uno che cercava solo di tarpargli le ali. In questo senso la differenza tra un credulone (vittima di una mente volubile) e un sostenitore del pensiero positivo può essere molto sottile. Il rischio di Read more →

L’Ego e l’attaccamento psicologico

04 Ago
4 Agosto 2013

Cos’è l’Ego? Il risultato di una mente rimasta sola. È colui che pretende di proteggerti dalle avversità e di placare il tuo dolore, i traumi del passato e la sfiducia che ne è derivata. Per farlo ti isola ancora di più e ti controlla, chiudendoti nel suo mondo, esteriormente più o meno dorato, di schemi e convinzioni. Cosa sono gli attaccamenti? Sono ciò che l’Ego utilizza per controllarti, è qualsiasi cosa si possa possedere, un ruolo sociale, denaro, un partner, uno stile di vita firmato, la propria conoscenza, la propria bontà, qualsiasi cosa.

Gli attaccamenti sono ciò che ti da piacere quando li hai o ti vengono riconosciuti (nel caso, ad esempio, della bontà o della conoscenza), e ciò che ti da sofferenza quando non li hai. L’Ego combatterà per averli, facendoti fare qualsiasi cosa, fino a piegarti al suo volere. Lo farà attraverso il dolore che proverà, facendoti credere che sia tuo, in assenza degli attaccamenti. Quando sei triste, senza stimoli o annoiato è perché

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Sei sicuro di pensare positivo?

15 Lug
15 Luglio 2013

Ho osservato che il pensiero positivo è stato da molti frainteso. È un primo passo di preparazione alla consapevolezza, un esercizio di attenzione, non rimanere bloccato lì. In che modo viene applicato questo approccio nella vita quotidiana? Osserva. Uno dei modi più diffusi lo chiamo: scappare dal negativo (dal dolore, dalla sofferenza, dalle delusioni e simili). In questo caso il pensiero positivo diventa un rifugio, un modo per scappare. Da cosa? Dalle paure e dalle insicurezze. Se pensare positivo per te significa non pensare al negativo, voltare la testa dall’altra parte, allora è solo un modo per non affrontare qualcosa che è entrata nella tua vita.

È come entrare in casa e intravedere delle macchie su un lato del pavimento, l’altro lato invece è pulito. Decidi di pensare positivo e quindi ogni volta che entrerai a casa guarderai solo il lato pulito del pavimento. Questo non ti aiuta a crescere. Read more →

Fare il salto dal pensiero positivo al pensiero intuitivo

21 Mar
21 Marzo 2013

È in partenza il workshop: il pensiero intuitivo in azione

Questa è la seconda parte dell’articolo precedente: La trappola del pensiero positivo e della legge di attrazione.
Siamo generalmente abituati a vivere la vita dal punto di vista della mente, ci identifichiamo con essa, utilizzando il pensiero logico e il pensiero associativo per la maggior parte del tempo. Il pensiero logico e il pensiero associativo ci mettono in contatto col mondo esterno, questa dovrebbe essere la loro unica funzione. Il pensiero logico dovrebbe permetterci di comunicare all’esterno dei messaggi e aiutarci a realizzare cose pratiche, meccanismi, marchingegni. In generale il pensiero razionale dovrebbe limitarsi ad aiutarci a capire le cose dopo averle intuite.

Ad esempio Tesla intuiva immaginativamente le sue invenzioni e ne sperimentava il funzionamento visivamente, il pensiero logico era a supporto del pensiero intuitivo, in un secondo momento le realizzava e poteva quindi spiegarne i meccanismi. Il pensiero associativo

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