Tag Archive for: legge di attrazione

Centrare il punto

19 Ago
19 Agosto 2013

Stai girando da un libro all’altro, da un corso all’altro, da una conferenza all’altra. Stai applicando un po di un metodo, un po di un altro metodo. Fai qualche visualizzazione sperando di attrarre ciò che desideri con la legge di attrazione. Poi pratichi la preghiera perché lo ha detto un relatore famoso. Poi ti dedichi a qualche altra tecnica, sperando di sciogliere quel disagio che di tanto in tanto riaffiora nella tua vita. Eppure stai mancando il punto, forse stai preparando il terreno, stai temporeggiando in attesa di sentirti pronto. Arriverà il momento in cui dovrai di nuovo toccare quel fango che ti tiene bloccato. Certo, tu cerchi una formula pulita, che ti trasformi quasi per magia, cerchi una strada semplice. Non vuoi sporcarti le mani, non vuoi toccare la tua oscurità. Questo è mancare il punto, è non essere abbastanza motivato da essere disposto a tutto pur di scendere nelle tue profondità.

Poi, nel tuo girovagare, incontri qualcuno. Egli è lì per Read more →

L’Ego e l’attaccamento psicologico

04 Ago
4 Agosto 2013

Cos’è l’Ego? Il risultato di una mente rimasta sola. È colui che pretende di proteggerti dalle avversità e di placare il tuo dolore, i traumi del passato e la sfiducia che ne è derivata. Per farlo ti isola ancora di più e ti controlla, chiudendoti nel suo mondo, esteriormente più o meno dorato, di schemi e convinzioni. Cosa sono gli attaccamenti? Sono ciò che l’Ego utilizza per controllarti, è qualsiasi cosa si possa possedere, un ruolo sociale, denaro, un partner, uno stile di vita firmato, la propria conoscenza, la propria bontà, qualsiasi cosa.

Gli attaccamenti sono ciò che ti da piacere quando li hai o ti vengono riconosciuti (nel caso, ad esempio, della bontà o della conoscenza), e ciò che ti da sofferenza quando non li hai. L’Ego combatterà per averli, facendoti fare qualsiasi cosa, fino a piegarti al suo volere. Lo farà attraverso il dolore che proverà, facendoti credere che sia tuo, in assenza degli attaccamenti. Quando sei triste, senza stimoli o annoiato è perché

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Sei sicuro di pensare positivo?

15 Lug
15 Luglio 2013

Ho osservato che il pensiero positivo è stato da molti frainteso. È un primo passo di preparazione alla consapevolezza, un esercizio di attenzione, non rimanere bloccato lì. In che modo viene applicato questo approccio nella vita quotidiana? Osserva. Uno dei modi più diffusi lo chiamo: scappare dal negativo (dal dolore, dalla sofferenza, dalle delusioni e simili). In questo caso il pensiero positivo diventa un rifugio, un modo per scappare. Da cosa? Dalle paure e dalle insicurezze. Se pensare positivo per te significa non pensare al negativo, voltare la testa dall’altra parte, allora è solo un modo per non affrontare qualcosa che è entrata nella tua vita.

È come entrare in casa e intravedere delle macchie su un lato del pavimento, l’altro lato invece è pulito. Decidi di pensare positivo e quindi ogni volta che entrerai a casa guarderai solo il lato pulito del pavimento. Questo non ti aiuta a crescere. Read more →

Fare il salto dal pensiero positivo al pensiero intuitivo

21 Mar
21 Marzo 2013

È in partenza il workshop: il pensiero intuitivo in azione

Questa è la seconda parte dell’articolo precedente: La trappola del pensiero positivo e della legge di attrazione.
Siamo generalmente abituati a vivere la vita dal punto di vista della mente, ci identifichiamo con essa, utilizzando il pensiero logico e il pensiero associativo per la maggior parte del tempo. Il pensiero logico e il pensiero associativo ci mettono in contatto col mondo esterno, questa dovrebbe essere la loro unica funzione. Il pensiero logico dovrebbe permetterci di comunicare all’esterno dei messaggi e aiutarci a realizzare cose pratiche, meccanismi, marchingegni. In generale il pensiero razionale dovrebbe limitarsi ad aiutarci a capire le cose dopo averle intuite.

Ad esempio Tesla intuiva immaginativamente le sue invenzioni e ne sperimentava il funzionamento visivamente, il pensiero logico era a supporto del pensiero intuitivo, in un secondo momento le realizzava e poteva quindi spiegarne i meccanismi. Il pensiero associativo

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