Siamo Esseri multidimensionali – ecco come l’ho scoperto

29 Apr
29 aprile 2013

Articolo tratto dal libro: ciò che sei non E’

Questa è la mia visione del reale e autentico ricercatore del Vero: uno scienziato, un poeta, un mistico. In lui l’essere umano sboccerà fino a raggiungere la vetta suprema delle sue possibilità; in lui il potenziale si trasformerà in realtà. Fiorirà in tutti i modi, sarà un uomo multidimensionale
Osho

La verità è che ogni Umano vivente è multidimensionale ed è in molti luoghi allo stesso tempo. Anche mentre state leggendo lì seduti, parti e frammenti di voi sono in altri luoghi a fare altre cose
Kryon (Lee Carroll)

L’uomo è una trinità composta di Corpo, Anima e Spirito; tuttavia l’uomo è uno e non è certamente il suo corpo! Quest’ultimo non è che la proprietà, la veste transitoria dell’uomo
Helena Petrovna Blavatsky

Siamo Esseri multidimensionali, tante volte leggevo frasi come queste nei testi di diversi autori, eppure qualcosa sfuggiva alla mia comprensione. Di tutto questo avevo un’idea teorica e non mi riusciva di collegarla ad una qualche esperienza, se non formulando supposizioni. Quindi pensavo che forse Anima è quella parte che mi spingeva a guardarmi dentro, o forse il fuoco della ricerca era Spirito, e invece Anima era quella vibrazione nel petto, quel vortice di energia all’altezza del cuore che sentivo quando meno me lo aspettavo, di rado e senza una motivazione esteriore. Forse Anima era in quei brividi che mi spingevano fino alle lacrime mentre guardavo alcuni film biografici sui grandi uomini di fede del passato. Ma erano solo supposizioni.

Essendo io, come ho detto, di formazione galileiana, almeno come corso di studi e di pensiero iniziale, mi rendo conto che è decisamente difficile comunicare ad uno scientista riguardo all’Anima, in quanto essa per lui non esiste perché non si può misurare
Corrado Malanga

Non avevo mai pensato al fatto che potesse essere possibile parlare con Anima o con Spirito, non ero neppure certo che fossero due intelligenze “distinte”. Quando conobbi il lavoro di Neale Donald Walsch iniziai a chiedermi se i meravigliosi libri che aveva scritto fossero davvero frutto di un dialogo con Dio o con una intelligenza “superiore”. Ritenni che potesse essere vero perché Walsch non era mai stato uno scrittore, come poteva tutto d’un tratto mettersi a scrivere dei best-seller? E tutte quelle informazioni, quelle conoscenze che risuonano così vere nel cuore di migliaia di lettori, dove le aveva tenute nascoste fino a quel momento? Pensai davvero che fosse entrato in connessione, appunto, con un’intelligenza “superiore”, la quale gli aveva trasmesso quasi sotto dettatura, le risposte alle sue domande.

Sei tre esseri in uno. Puoi definire questi tre aspetti dell’essere in qualunque modo tu voglia: Padre, Figlio e Spirito Santo; spirito, mente e corpo; super-io, io e inconscio eccetera.
Neale Donald Walsch

Solo dopo qualche anno ebbi la conferma che era davvero così. Su una cosa mi sbagliavo, questa intelligenza superiore non era esterna, bensì interna a lui e, come lui stesso afferma quando dice che “Dio” parla con tutti, interna ad ogni essere umano. La domanda è, per usare le sue parole: chi ascolta?

Io di certo non ascoltavo, o perlomeno non sempre. Certo, dopo l’ennesima delusione, giunta in seguito alla incapacità della mia mente di leggere la realtà e i suoi segnali, ero arrivato a rendermi conto che, nella mia vita, ci fosse qualcosa che non andasse. Avevo intuito che la mia mente si fosse come persa in un grande deserto, produceva solamente miraggi, ogni volta pensavo di intravedere un oasi dove c’era solamente altro deserto. Era come girare in tondo, tutto cambiava per non cambiare nulla. Era come se mi mancasse una bussola, una guida, avevo letto da qualche parte che questa guida è dentro di noi, decisi di provare a rivolgermi ad essa con tutte le mie forze. Ci volle un anno, dovevo ancora scendere un po’ più giù, in luoghi oscuri, in preda a tentazioni e desideri, mentre qualcosa al mio interno stava già preparando la risalita. Spirito era sempre lì ed agiva, anche portandomi nel gruppo di meditazione che avrei iniziato a frequentare dopo qualche settimana. Ma io non ero ancora pronto.

Qualcuno mi chiese tempo fa se l’anima esiste oppure no. Risposi: “Se hai occhi per vederla, l’anima esiste; altrimenti, no
Osho

Ci volle circa un anno, quindi, Spirito ruppe gli indugi e venne a bussare alla mia porta. All’inizio non lo riconobbi. I miei occhi non erano allenati a scorgere la sua presenza, erano irrigiditi, fissati sulla forma, l’Essere mi risultava invisibile al primo sguardo. Arrivò nelle vesti di una donna, con il mio stesso anelito per la conoscenza del sè. Anche lei frequentava il gruppo di meditazione ma iniziammo a parlare solo dopo molti mesi. Questa è la legge di attrazione. attrai le esperienze relative a ciò in cui metti energia tutti i giorni. Fino a quando la tua energia è sulle cose esteriori, del mondo, rimani incastrato nel meccanismo del tossico, attraverso picchi emozionali positivi o negativi (ne vuoi sempre di più e quando ti manca entri in crisi di astinenza. in questo non c’è giudizio, è la semplice osservazione di un meccanismo che ho vissuto sulla mia pelle). Ecco, starà pensando qualcuno, si è innamorato e la sta tirando per le lunghe. Invece no, sono già passati quasi due anni dalla nostra prima uscita insieme e, in verità, non ci siamo mai innamorati nel senso classico, romantico, tradizionale del termine. E’ stato qualcosa di totalmente differente.

Quasi subito iniziò una lotta tra (la mia) Mente, che, ormai abituata ad inseguire miraggi, non la riconosceva come compagna, e le mie parti animiche che cercavano di dirmi in tutti i modi possibili che l’oasi che cercavo era in quella direzione. Ci vollero circa nove mesi per acquietare la mente. Accadde poco prima di partire per un viaggio di lavoro, forse non mi ero mai sentito così vicino a me stesso come nelle settimane successive. Anima era in festa, Spirito aveva prevalso, Mente aveva concesso la resa, una resa momentanea. Avrebbe presto ripreso a lottare su altri fronti. Essa è figlia di questo mondo e, dopo tanti anni in cui ha fatto da padrona la pensa a modo suo, stenta ad accettare che il suo ruolo naturale, nella nostra vita, è quello di esecutore e non certo di guida.

Di lì a poco arrivò l’estate, fu in quel periodo che iniziai a studiare tutto ciò che Corrado Malanga aveva scritto. In particolare mi interessavo ai dialoghi con Anima durante esperienze esplorative in ipnosi profonda. È incredibile pensai, quest’uomo era entrato in contatto con qualcosa di così profondo ed allo stesso tempo aveva utilizzato un metodo replicabile.
Nello stesso periodo venni a conoscenza di ciò che Corrado chiama Uomo Primo (UP), colui che si presenta ad Anima come “padre” ed alla nostra mente come “maestro” o “guida”, un trucco per conquistarsi la fiducia e poter tenere Anima sotto controllo. Mi ricordava la figura dell’arconte di gnostica memoria. È qui che entra in gioco Maria, la donna di cui parlavo poc’anzi.

La realtà può superare la fantasia.
Da tempo Maria si muoveva, senza ancora averne alcun controllo, nei mondi sottili, sia durante i suoi quotidiani esercizi di meditazione che durante il sonno. Qui incontrava anche diversi personaggi. In particolare, in quel periodo, mi parlava di questo signore con la barba che lei considerava una guida. Quando venni a conoscenza di UP le mostrai alcune immagini che sono su internet, corrispondevano con ciò che lei vedeva durante le sue esplorazioni nelle dimensioni atemporali. Vogliamo chiamarla coincidenza? Fu così che decidemmo di applicare le tecniche di Corrado fino a giungere al dialogo con Anima prima e con Spirito poi. Avevo molta dimestichezza con la PNL e con l’ipnosi quindi procedemmo spediti, iniziando dal protocollo di distacco da UP descritto da Corrado. Fu strabiliante vedere come Anima reagiva, esattamente nel modo descritto da Corrado. Solo successivamente al distacco da UP Anima individuò la sua guida in Spirito e fu quindi possibile parlare anche con Lui.

Quando in passato vi è stato insegnato di cercare il vostro proprio consigliere, di scoprire quello che dice il vostro Spirito, quello che lo Spirito della vostra consapevolezza vi dice di fare, l’abbiamo chiamato “ascoltare quella sola piccola voce”
Ramtha

Da allora Maria continua ad approfondire il contatto con Spirito e usiamo l’ipnosi sempre meno, per chiedere conferma alle sue “intuizioni” e per seguire il processo evolutivo di Anima. Avere la conferma dell’esistenza delle nostre parti animiche ci ha motivato sempre di più ad approfondirne il contatto e ad iniziare a raccogliere in un libro il dettaglio delle esperienze e dei dialoghi con Esse.

“Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, Io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!”
“Ma tu sei la Luce”, ripeté Dio, sorridendo di nuovo.
“Sì, ma voglio scoprire che cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima
Neale Donald Walsch

La fede non può nascere che dall’esperienza. E’ la spinta alla ricerca, la profonda voglia di conoscenza di sé, che può emergere al tuo interno e guidarti verso le esperienze di cui necessiti. Fa che quella motivazione, quella spinta, quella domanda, siano la tua priorità. Il joylab è il luogo non fisico in cui condividiamo la spinta alla ricerca di questo contatto profondo.

Ora finalmente comprendevo almeno una parte del significato di Essere multidimensionale: mentre noi siamo qui con la mente, Anima e Spirito si muovono nelle dimensioni sottili. Uno spazio che mi ricorda il concetto di “ordine implicito” di Bohm, di “spazio delle varianti” di Zeland, di “dimensione spirituale” di Steiner.

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8 replies
  1. grace says:

    grazie

    Rispondi
  2. rita says:

    abbiamo in comune moltissime cose…grazie infinite..con immenso affetto.

    Rispondi
  3. Fulvio Santarelli says:

    Confermo tutto e grazie per l’ articolo.

    Rispondi
  4. Antonio says:

    Grazie a voi!
    Viviamo in un mondo totalmente scollegato da questa realtà. Per quanto tempo ancora possiamo far finta di nulla? Per quanto tempo lasceremo la nostra Anima in balia dei vari “gatto e la volpe” che incontrerà nel suo cammino? Quando decideremo di rivolgerci all’interno con l’ardente desiderio di contattare la fonte dei nostri sentimenti più profondi, intensi, veri? Ogni giorno ci svegliamo ignorando l’esistenza delle nostre parti animiche, viviamo le nostre giornate in balia dei dubbi della mente, perché non abbiamo ancora confidenza col nostro Spirito. Viviamo senza l’entusiasmo, l’energia, l’amore necessari a rendere meravigliosa la nostra vita perché non abbiamo confidenza con Anima. Abbiamo delegato tutto alla Mente ed essa, oberata da tante funzioni, ha iniziato a costruire una vita meccanica, ripetitiva, prevedibile, con meno sorprese possibili, un mondo in cui: nessuna nuova, buona nuova.

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  5. massimo says:

    Ciao,anch’io come te avevo bisogno di provare nel senso di ”toccare con mano ” cose sentite raccontare o lette ma mai provate di persona.Però tu ,come dici,hai avuto un incontro importante in quel senso,io sono ancora in attesa di un segno.Magari ne ho avuti e non li ho capiti.Comunque son contento per te.

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    • Antonio says:

      Ciao Max, prova ad iniziare a pregare, scrivi la tua preghiera nel modo più spontaneo possibile e cambiala quando vuoi. Dopo un pò vai semplicemente a ruota libera, rivolgiti al tuo Spirito come se fosse un vecchio saggio amico e poi… ascolta. Un abbraccio

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  6. Angelica says:

    Mi piace molto tutto ciò che leggo..moltissimo! Da oltre 2 anni ho “riscoperto” la mia vera identità..inutile sottolineare come il percorso di riappropriazione di sé stessi proceda per varie tappe e sia un percorso ad ostacoli, spesse volte accidentato. Lungo questo percorso, accompagnato da letture molto vicine alle tue, Antonio, ho avuto la grandissima soddisfazione di poter comunicare a sprazzi con alcune mie guide spirituali..sempre tormentata dall’insicurezza di “inventarmi” tutto, ed ogni volta, nonostante le paure, la gioia è stata indescrivibile. Vorrei dismettere questo mantello di paura che mi impedisce di entrare in piena connessione con questo Io superiore, con la mia anima, la profondità del mio essere ( ognuno lo chiami come meglio crede..alla fine la sostanza non cambia ) e sviluppare, rendere più forte la mia intuizione, mettendo a tacere la mia parte razionale che troppo spesso rema contro di me, contro ciascuno di noi.

    Un grandissimo in bocca al lupo a tutti i cercatori indomiti..

    Angelica

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  7. Giovanni Mascellaro says:

    Una vera e propria anàbasi, indubbiamente ricca di fascino: poter concepire, in modo archetipico, un’ ardita spedizione che dal ‘razionale’ si inoltri nel nostro ‘entroterra’ personale alla ricerca di “Anima” e “Spirito” allo scopo di connotarli in modo esauriente per consentirci di relazionarci con entrambi! Una inconsueta esplorazione, in definitiva, in grado di portarci nel cuore sentimenti di avventura, curiosità di investigare, dischiudendoci orizzonti e dimensioni fino ad ora “qui sola mente concipiuntur”! E’ auspicabile che concetti di siffatta levatura trovino modo di diffondersi fra quanti sono animati dal comune imperioso bisogno di librarsi coraggiosamente oltre i confini dell’ ‘umano’!

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