Puoi decidere solo una cosa

27 Mar
27 marzo 2014

Questo articolo nasce da un dialogo avuto due giorni fa con Davide, un bambino di 8 anni e mezzo. Tutto è iniziato quando mi ha chiesto se l’indomani sarebbe accaduta una certa cosa a cui teneva, la mia risposta è stata: “probabilmente sì.”

Davide: “perché probabilmente, è si o no?”

Io: “molto probabilmente sì, non posso esserne assolutamente certo. La vita è imprevedibile, noi non decidiamo quasi nulla.”

Davide: “che stai dicendo! Siamo noi a decidere.”

Io: “osserva, non siamo noi a decidere, ad esempio ti aspetti che domani la maestra sarà da voi in classe ad un certo orario, ma potrebbe accadere qualcosa che le impedisce di esserci e questo non puoi prevederlo, oppure prova a ricordare a tutte le volte in cui abbiamo deciso sul momento di fare qualcosa di divertente e non lo avevi previsto. La vita è imprevedibile. Questa cosa è difficile da accettare anche per gli adulti, ma se non la si comprende a fondo diventa fonte di paure.”

Davide: “allora, se noi non decidiamo, chi decide?”

Io: “Dio (la vita, l’esistenza). Noi possiamo decidere solo una cosa, una soltanto.”

Davide: “cosa?”

Io: “se essere felici o non esserlo.”

Davide rimane in silenzio per un minuto.

Davide: “sì, ma se a scuola mi danno molti compiti non sono felice, se non ho compiti sono più felice.”

Io: “bene, e questo che significa?”

Davide: “che non posso essere sempre felice.”

Io: “non proprio, per come lo hai detto sembra che non sia tu a decidere sulla tua felicità, è la quantità di compiti che ricevi a scuola a decidere se puoi essere felice o meno”

Ancora silenzio.

Io: “a volte capitano cose di cui non capiamo l’utilità sul momento. Ad esempio imparare a leggere e a scrivere può sembrare noioso oggi ma domani ti permetterà di leggere dei libri che ti piacciono, oppure studiare l’inglese ti permetterà di parlare con persone da ogni parte del mondo. Queste cose, che ora possono sembrarti noiose ti stanno preparando a qualcos’altro che invece sarà molto più stimolante.”

Davide: “Ma io so già leggere e scrivere e poi non conosco nessuno che parla inglese.”

Io: “Il compagno di mia sorella è inglese”

Davide: “Ah, è vero”

Io: “La felicità è come una strada, solo che mentre percorri questa strada non sai cosa capiterà più avanti, puoi solo imparare a sperimentare fino in fondo il pezzo di strada che stai percorrendo ora, le esperienze del momento.”

Davide: “Sì, ma posso decidere se girare a destra o a sinistra o cambiare strada.”

Io: “Sì, puoi scegliere una strada più lunga o più corta, più grande o più piccola, più stretta o più larga, con più o meno ostacoli ma la meta è sempre la stessa. Quando diventi più grande comprenderai che hai già deciso dove andare, prima ancora di nascere. Ora, puoi solo decidere se andare fino in fondo, con gioia, o se rallentare fino quasi a fermarti, riempiendo il percorso di lamentele e paure. Quando scegli la paura preferisci rallentare per evitare i cambiamenti, ad esempio ricordi che prima di cambiare scuola avevi timore che non saresti riuscito a trovare dei nuovi amichetti?“

Davide: “mmm sì”

Io: “Bene, quando scegli la paura ogni novità rappresenta una minaccia, quando scegli la gioia ogni novità rappresenta un’opportunità e una sfida per metterti alla prova.”

Io: “Quindi, in definitiva, puoi solo decidere se essere felice o no, sarà la vita a indicarti la strada, lei sa dove il tuo cuore vuole portarti. Quando sei felice tutto sembra andare più spedito, più liscio, quando non lo sei tutto sembra più difficile, eppure la strada è sempre la stessa, lo comprenderai meglio col tempo, va bene?”

Davide: “mmm, va bene”

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2 replies
  1. Riccardo says:

    Bellissima storia, ci insegna a guardare la vita in modo positivo, proprio come la vedono i bambini.

    Grazie e buon lavoro
    Riccardo

    Rispondi
  2. Jhonny says:

    Perfetto da spiegare a un bambino, ad un adulto secondo me si potrebbe aggiungere che proprio perchè è già tutto scritto per vivere appieno e lasciare qualcosa al mondo, ogni tando sarebbe utile chiedere al proprio “maestro” interiore se la scelta che si sta facendo e allineata con quello “scritto” o se è una scelta dettata dall’ego/mente ecc ecc

    Rispondi

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