Prendere decisioni

15 Gen
15 gennaio 2014

Prendere decisioni per la propria vita, in una società complessa e innaturale come la nostra, può essere molto complicato. Ci barcameniamo tra mille timori e insicurezze. Ci chiediamo: “Sarà la scelta giusta? Se prendo questa strada e poi giungono occasioni migliori?”

Prendiamo decisioni per preservare ciò che è importante per noi. L’insicurezza giunge quando non sappiamo più cosa è importante per noi o ci sono due cose importanti in contrasto tra loro. Così, per alcuni è importante il denaro, per altri la famiglia, per altri la sicurezza, la forma fisica e così via. Generalmente, se siamo costanti, riusciamo a ottenere ciò che è davvero importante per noi, a patto di rinunciare a qualcos’altro. Ad esempio, se cerchi il denaro probabilmente riuscirai a ottenerlo, ma dovrai dedicare a questo così tanto tempo da trascurare gli affetti. Se cerchi la sicurezza probabilmente non avrai propensione al rischio e dovrai accontentarti di uno stipendio medio e di un partner che ti offra più stabilità che passionalità. Di esempi ce n’è sono a centinaia. Qualsiasi cosa per noi sia importante condizionerà le nostre decisioni e quasi mai ci porterà alla nostra piena realizzazione, la nostra fioritura interiore. Anche chi segue un percorso di ricerca interiore generalmente vive questa ricerca in funzione di ciò che per lui è la cosa più importante, che ne sia consapevole o meno. La sua ricerca non si spingerà mai oltre un certo limite superato il quale sarebbe costretto a mettere in discussione ciò che è davvero importante per la sua mente, a meno che la cosa più importante non sia proprio seguire fino in fondo quel percorso e risvegliarsi! Capisco che questa idea non sia così intuitiva.

Ora, come facciamo a trovare la direzione che punti al nostro risveglio, alla nostra totale fioritura? Se fino al giorno prima ti chiedevi quale fosse la scelta migliore per ottenere ciò che più desideravi, oggi inizi a chiedere al tuo Spirito: “cosa vuoi da me?” Questo è il salto percettivo che è richiesto alla nostra mente spocchiosa. Essa ha bisogno comprendere i suoi limiti, ripulirsi dai pensieri spazzatura, tornare al suo naturale ruolo di esecutore silenzioso lasciando il ruolo di decisore a una forza differente. In quel silenzio potrà ascoltare le indicazioni dello Spirito, Lui si mostrerà attraverso decine di segnali e indicazioni per indicare una strada. Quella predisposizione nascerà solo in una mente che ha attraversato il processo di pentimento fino a giungere alla comprensione che essa, da sola, non può prendere alcuna decisione che porti, nel lungo termine, felicità a se o agli altri. Ricevute le indicazioni, queste saranno accolte e seguite solo da una mente che avrà sviluppato l’umiltà, perché spesso saranno distanti dalle idee che la mente aveva maturato in anni di condizionamenti sul piano fisico. Infine, quelle indicazioni saranno portate avanti nel tempo, anche li dove non producano risultati visibili, solo da una mente che abbia, grazie all’esperienza del pentimento e dell’umiltà, sviluppato la fede. Pentimento, umiltà e fede non sono esperienze che si fanno una volta per tutte. Anche una volta intrapreso il percorso di verità sono continuamente presenti e messe in discussione, un giorno dopo l’altro, perse e riconquistate in modo sempre più profondo.

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3 replies
  1. Magda says:

    La “mente spocchiosa” è un’immagine davvero calzante, sicuramente per la mia (di mente) ; grazie per questo articolo.

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  2. Jhonny says:

    Ciao, ci sono sistemi o strumenti che indicano che insegnano a capire se la risposta che ci viene data alla Domanda “cosa vuoi da me” arriva dallo Spirito o è l’ennesimo inganno della ns Mente? Tarocchi? Ching, Pendolo,Meditazione ? Su Internet c’è l’impossibile… Tu cosa mi consiglieresti?

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    • Antonio says:

      Impara semplicemente ad ascoltare le sensazioni e distinguerle dalle emozioni. Passare del tempo in mezzo alla natura aiuta. Per farti vedere e sentire la differenza dovremmo incontrarci.

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