Sei sicuro di pensare positivo?

15 Lug
15 luglio 2013

Ho osservato che il pensiero positivo è stato da molti frainteso. È un primo passo di preparazione alla consapevolezza, un esercizio di attenzione, non rimanere bloccato lì. In che modo viene applicato questo approccio nella vita quotidiana? Osserva. Uno dei modi più diffusi lo chiamo: scappare dal negativo (dal dolore, dalla sofferenza, dalle delusioni e simili). In questo caso il pensiero positivo diventa un rifugio, un modo per scappare. Da cosa? Dalle paure e dalle insicurezze. Se pensare positivo per te significa non pensare al negativo, voltare la testa dall’altra parte, allora è solo un modo per non affrontare qualcosa che è entrata nella tua vita.

È come entrare in casa e intravedere delle macchie su un lato del pavimento, l’altro lato invece è pulito. Decidi di pensare positivo e quindi ogni volta che entrerai a casa guarderai solo il lato pulito del pavimento. Questo non ti aiuta a crescere. Stai solo negando un pezzetto della tua casa. Sai che andando li sopra potresti scivolare e quindi fai finta che quel pezzo di casa non esista. Questo meccanismo si chiama negazione, non ha a che fare col pensiero positivo. Una persona matura e davvero positiva osserva quelle macchie, le studia, poi sceglie il detersivo adatto, il panno adatto, e le ripulisce. La persona saggia osserva le macchie, sorride perchè sa che sono al servizio del bene, rappresentano una sfida da superare, sono li per mostrarti qualcosa di te. Lui non le teme, quelle macchie non muovono nulla al suo interno quindi sono innocue per lui, non sono presenti al suo interno. Egli è passato oltre, è senza macchia.

Un altro limite della superficiale applicazione del pensiero positivo è l’effetto consolatorio che si pretende di avere sugli altri. Diciamo loro che andrà bene, che la prossima volta andrà meglio, che ringraziare sarà l’unica cosa che essi devono fare per risolvere tutti i loro problemi. È un’illusione. La gratitudine, la gioia, l’amore, non sono attributi mentali. Si possono coltivare dopo aver imparato ad acquietare la mente, fino a quando quest’ultima è al comando otterrai solo risultati temporanei. Fino a quando cercherai appagamento tramite cose e persone esterne non potrai spodestare la mente poichè essa prende forza dai successi e gli insuccessi vissuti nel mondo esterno. Scelgo, visualizzo con emozione, attraggo. Nel migliore dei casi otterrò risultati temporanei cavalcando onde di entusiasmo.

La differenza la fa entrare in una visione di vita assolutamente nuova, in linea con il proprio Essere autentico. Puoi entrarci mollando la presa su schemi mentali, cose, persone. Se ti alleggerisci la corrente può portarti verso il mare, se sei appesantito da pensieri, cose, persone, ti incaglierai facilmente tra i sassi sul fondo del fiume.

Non limitarti a vivere in positivo, “semplipevolmente” VIVI!

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2 replies
  1. luana says:

    Buongiorno…io sono giunta al punto ke vorrei veramente andare fino in fondo…ma le domande ke mi assillano sono:come faccio a fare il mio percorso spirituale senza trascurere il mio uomo ke e’ molto físico…terreno e ‘mentale’. ….e nn cerca la felicita’ con questi mezzi.lui dice ke sí dedikera’ allá spiritualita’quando sí trovera’ proiettato nell altra dimensione,ora viva il sesso,i soldi(ke nn abbiamo),viva il corpo muscoloso…ecc!poi come faccio anke se volessi abbandonRe il materiale,a daré da mangiare ai miei figli,a comprargli i libri,i quaderni,le mu tande…le scarpe…il riscaldame.to…l acqua calda…ma allora torniamo sempre li
    :sólo i rikki possono fare Questo percorso!!!…

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    • Antonio says:

      Ciao Luana, provo a risponderti almeno sulla questione denaro, sul discorso del partner è un po’ più complesso da sintetizzare qui. Puoi contattarmi su facebook se vuoi, in modo da parlarne.
      Allora, quando parliamo del distacco dalla materia non parliamo di essere poveri. Questa opzione è una possibilità, uno strumento per giungere al distacco, ma non è l’unica. Inoltre la povertà, come ogni cosa, ha un valore evolutivo solo se è una scelta consapevole, non certo se viene subita. Ciò che insegniamo è la libertà interiore. Questo significa non avere paura (di rimanere soli, di rimanere senza denaro, e di tutto il resto).
      Con il tempo è possibile realizzare uno stile di vita che sia rispettoso di sé e dei propri talenti, e, attraverso le attività svolte per esprimere se stesso, produrre il reddito necessario per i propri bisogni e quelli dei nostri figli. Molte persone hanno un hobby e poi hanno un lavoro, ma questo porta divisione e conflitto nell’individuo. La sfida è l’unione, non la divisione, ad esempio l’unione tra l’idea di lavoro e di tempo libero. Per farlo serve abbattere molti schemi e molte paure, ma è possibile, è ciò che stiamo facendo, non senza momenti di difficoltà, con la mia compagna. Mentre lo facciamo impariamo e sperimentiamo cose su noi stessi che poi condividiamo con altri. Poi alcune di queste persone decidono di avvalersi dei nostri servizi e questo ci permette di produrre un reddito.
      Ci sono davvero tanti modi di valorizzare i propri talenti qualunque essi siano, non ho lo spazio di elencarli tutti qui.
      Vivere in questo modo significa vivere in sintonia con se stessi, vivere in sintonia con se stessi significa amarsi, amarsi significa amare la vita, tutto questo ti aiuta ad entrare facilmente in contatto col divino e iniziare a sperimentare chi sei davvero.
      Ci vuole tempo, ma inizia, inizia da qualcosa, una piccola cosa, e poi sii costante, goccia dopo goccia…
      Un abbraccio Luana!

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