Fare il salto dal pensiero positivo al pensiero intuitivo

21 Mar
21 marzo 2013

È in partenza il workshop: il pensiero intuitivo in azione

Questa è la seconda parte dell’articolo precedente: La trappola del pensiero positivo e della legge di attrazione.
Siamo generalmente abituati a vivere la vita dal punto di vista della mente, ci identifichiamo con essa, utilizzando il pensiero logico e il pensiero associativo per la maggior parte del tempo. Il pensiero logico e il pensiero associativo ci mettono in contatto col mondo esterno, questa dovrebbe essere la loro unica funzione. Il pensiero logico dovrebbe permetterci di comunicare all’esterno dei messaggi e aiutarci a realizzare cose pratiche, meccanismi, marchingegni. In generale il pensiero razionale dovrebbe limitarsi ad aiutarci a capire le cose dopo averle intuite.

Ad esempio Tesla intuiva immaginativamente le sue invenzioni e ne sperimentava il funzionamento visivamente, il pensiero logico era a supporto del pensiero intuitivo, in un secondo momento le realizzava e poteva quindi spiegarne i meccanismi. Il pensiero associativo

ci aiuta nel momento in cui vediamo in bosco una forma allungata, lo associamo rapidamente ad un serpente ed entriamo in allarme. Per il resto non ne abbiamo molto bisogno, eppure è questo tipo di pensiero che monopolizza la nostra vita, noi lo distinguiamo in pensiero positivo e negativo. Questo, insieme al pensiero logico, crea le emozioni, anche queste ultime le distinguiamo in positive e negative. Il pensiero intuitivo invece non è pensato dalla mente, è un segnale proveniente dalle nostre parti animiche. Queste inviano dei segnali che vengono recepiti dalla mente intuitiva o superconscio, a patto di non essere troppo impegnati nel pensiero associativo, e vengono poi tradotti dal pensiero logico che ci aiuta a seguire le indicazioni ricevute. Potremmo dire che la mente intuitiva “media” tra le parti animiche e la mente logica, mentre quest’ultima “media” tra la mente intuitiva e il mondo esterno. La mente intuitiva non produce emozioni, essa ascolta sensazioni (Spirito) e sentimenti (Anima).

Sviluppare il pensiero intuitivo significa, prima di tutto, ripulire le ferite ancora aperte al nostro interno, poi lasciare andare le istanze egoiche, in particolare entrare nell’idea della rinuncia psicologica al possesso di cose o persone. Quando arriveremo alla comprensione che la nostra mente (con cui ci identifichiamo solitamente) non è in grado di prendere decisioni per la nostra felicità allora saremo pronti a rivolgerci al nostro Sé superiore. Nel video riporto degli esempi in merito.

Per approfondire il pensiero intuitivo e comprendere la nostre capacità più ampie puoi leggere: ciò che sei non E’

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13 replies
  1. Fabri says:

    Complimenti, entusiasmante.
    Grazie

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  2. paola says:

    grazie per la semplicità e la chiarezza con cui ti esprimi. Lo spirito è quella voce saggia che ci fa vedere le cose in una prospettiva spirituale? Non ho ancora identificato pienamente la sua voce, è colui che risponde a tutte le domande?

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    • Antonio says:

      Ciao Paola. Lo Spirito è una guida ed è al tuo interno. Lo trovi nel silenzio (interiore), nella meditazione, nella preghiera. Risponde a tutte le domande che poni con rispetto. E’ interessato alla tua realizzazione interiore mentre la mente è solitamente interessata alla tua realizzazione esteriore.

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  3. adriana says:

    ciao, complimenti per la spiegazione! Ho già letto un paio di libri sull’argomento, ma mi è sorto un dubbio: è possibile che lo spirito guida di qualche persona sia uno spirito negativo? Nel senso, una persona buona cerca il bene e chiede aql suo spirito guida cosa fare per il suo bene e per non nuocere agli altri. Ma una persona cattiva, o per lo meno negativa cosa e a chi chiede per sentirsi meglio?

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    • Antonio says:

      Ciao Adriana. Chiunque agisca spinto da emozioni quali: risentimento, invidia, gelosia, tristezza, paura, solitamente lo fa in modo inconsapevole, pensando di essere nel giusto. Farà il gioco dell’oscurità senza accorgersene. Solitamente agisce seguendo pensieri mentali turbolenti. Chi invece sceglie consapevolmente di “schierarsi” con l’altra parte si rivolgerà a forze lontane dal proprio Spirito, per trarne un vantaggio personale e rafforzare propositi utilitaristici.
      Una mente calma si rivolge al proprio Spirito e si ferma a “sentire” la connessione con Lui. Perseverando in questo riuscirà a stabilire un contatto sempre più forte e lasciarsi guidare dalla Sua saggezza, avrà trovato il Maestro interiore che è in ognuno di noi. Un abbraccio!

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  4. adriana says:

    ciao Antonio, e grazie della risposta. Avrei un’altra domanda. Tu dici che chi sceglie di schierarsi con l’altra parte, si rivolgerà a forze lontane dal proprio Spirito. Il punto è questo: è possibile che queste persone diciamo ‘negative’ abbiano lo Spirito guida al quale si rivolgono, ‘negativo’ anche Lui? Cosicchè anzichè lasciarsi guidare dalla sua saggezza si lasciano guidare dalla sua cattiveria?

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    • Antonio says:

      Non è possibile. Spirito è uno. Chi è malconsigliato è in contatto con forze non appartenenti al proprio Spirito, spesso in modo inconsapevole. Nei casi più gravi, per intenderci, si arriva alla possessione. Accade quando vita dopo vita, ti allontani da te stesso, sei pieno di negatività e dolori, e perdi la via.
      Antidoto: abbraccia ogni giorno almeno tre persone e, se puoi, dai loro un bacio sulla guancia 🙂

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  5. adriana says:

    Scusa Antonio, l’antidoto per chi sarebbe per me o per le 3 persone?

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    • Antonio says:

      😀 per tutti… Intendevo dire che, risvegliando l’amore al proprio interno, si elevano le proprie vibrazioni. Un abbraccio!

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  6. fabio says:

    complimenti vivissimi!

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  7. Marta says:

    Grazie mille. Credo che soprattutto in questo periodo avremmo tutti veramente bisogno di seguire il nostro istinto, lasciando da parte tutto ciò che ci rende infelici e frustrati, anche se spesso è difficile o addirittura impossibile.

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