Il desiderio e la legge dell’attrazione

30 Mar
30 marzo 2015

“Non lasciare che la ricerca del piacere
ti distragga dalla meditazione e dal tuo stesso bene.
Va al di là del piacere e del dispiacere.
Sia cercando il piacere sia fuggendo il dispiacere alimenti la sofferenza.
Non attaccarti a nulla. La perdita di ciò a cui sei attaccato è sofferenza.
Chi non nutre attaccamento né avversione è libero.
Ogni desiderio è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal desiderio e non conoscerai dolore né paura.”
Buddha

Solitamente cerchiamo di andare verso il piacere ed evitare la sofferenza. Questa è una illusione difficile da sradicare. È proprio facendo così che incontriamo la stessa sofferenza che cerchiamo di evitare e non riusciamo a godere del piacere che inseguiamo con tanto ardore se non per breve tempo. In realtà se ci lasciassimo condurre rimanendo attenti ai segnali arriveremmo esattamente dove il nostro vero sé vuole giungere, un luogo che la nostra mente non è in grado di prevedere o anticipare. Quando una cosa bella arriva nella nostra vita come una sorpresa allora è autentica. Solo che poi noi vogliamo ripetere quell’esperienza per rivivere quei momenti belli. Quest’ansia rallenta il cammino che ti ha portato fino a lì. Read more →

Intensivo di Riequilibrio Interiore – residenziale

24 Mar
24 marzo 2015

Se desideri, più di ogni altra cosa, aprire il tuo cuore alla vita e toccare e conoscere la verità su te stesso, scoprire chi sei davvero, preparati a ripulire tutte le tue ferite irrisolte, a buttar giù tutti i muri che la mente ha costruito per difendere ciò che, in realtà, è indifendibile … perché è proprio con la rottura del guscio (dell’ego), con la rottura dell’uovo che apparentemente ti faceva sentire al sicuro, che permetterai a te stesso di rinascere a nuova vita e mostrarti al mondo in tutta la tua bellezza.”  dal libro ciò che sei non E’

Luogo: Loiano (BO)
Date: dal 22 al 26 aprile – dal 29 aprile al 3 maggio – dal 1 al 5 giugno 2017
Tipologia: residenziale con sessioni individuali e di gruppo
Partecipanti: max 7 (numero chiuso)

Molti, da diverse zone d’Italia, dopo aver letto il libro “ciò che sei non È” ci chiedono di fare una sessione individuale per contattare la propria guida interiore e fare chiarezza nella propria vita. Sembra loro che questo contatto si possa raggiungere con la stessa rapidità di uno schiocco di dita. A volte, con persone che arrivano pronte a questa esperienza, questo è possibile. Spesso però ci si imbatte in esperienze infantili rimosse. Queste vanno fatte emergere e guarite prima di poter scendere più in profondità al proprio interno. Il muro di protezione che la mente ha eretto per proteggere il bambino dal dolore va smantellato. È al di la di quel muro che è possibile trovare il proprio sè autentico. Il nostro compito è vedere ciò che è dietro a quel muro e facilitarne la presa di coscienza e la guarigione, il tuo è aprire la tua mente e lasciarti guidare a esplorare “l’ultimo posto dove avresti mai guardato”.
Questi cinque giorni sono dedicati ad avviare in modo deciso questo processo. Solo dopo sarà possibile, in base a ciò che emerge, avere più chiarezza sui passi da compiere verso la propria liberazione interiore.
Molti di coloro che sono in ricerca passano anni a girare da un gruppo all’altro, da una metodica all’altra, da un libro all’altro. Tutte queste esperienze preparano la persona al passo successivo. Il tempo è parte del processo. Conoscere se stessi non è una passeggiata di piacere, implica attraversare esperienze, alcune volte spiacevoli, utili a smantellare le illusioni costruite dalla mente e a cui essa si è attaccata per sentirsi più sicura, più forte, più protetta.
Per info puoi scrivere a info@antoniodelia.it, prima di prenotare incontriamoci su skype.
A presto. Antonio e Maria – vedi qui il calendario eventi

Non sei solo una mente

03 Mar
3 marzo 2015

Ci piace pensare alla nostra vita come fosse un libro bianco da scrivere fornito solo della copertina e del titolo. L’idea che siamo noi a creare la nostra vita è molto in voga nella psicologia motivazionale. Questa idea da un certo punto di vista è corretta ma decisamente fraintesa. L’inghippo è che quando diciamo IO ci riferiamo solo a una parte di noi. Ci riferiamo a una parte che non ha idea di cosa possa realizzare la nostra vita, non sa qual’è il nostro posto nel mondo. Ci riferiamo alla nostra mente. Essa si forma con il nostro arrivo sul pianeta, non ha la minima idea di chi siamo davvero e non conosce le nostre precedenti esistenze sul pianeta, dal suo punto di vista noi ad un certo punto siamo nati e in un altro punto moriremo, il prima e il dopo sono un mistero per la mente. Dal punto di vista di Anima, invece, le cose cambiano notevolmente. Read more →

Credere per Vedere

17 Feb
17 febbraio 2015

Arrivi a conoscere una parte del tuo Essere che non hai mai compreso davvero e questo inizia a farti vedere la tua vita sotto una nuova luce. Ti mostra tutte le volte in cui ti ha aiutato senza che tu ne fossi consapevole. Ti spiega i retroscena sul piano sottile di ciò che accadeva nella tua vita, ti svela gli schemi che bloccavano la tua capacità di orientare la tua vita in modo da sentire un pieno appagamento. Tutto questo, da un lato, sembra troppo bello per essere vero. Abbiamo vissuto nell’inganno e nella fantasia per gran parte del tempo e, quando ci imbattiamo in ciò che E’… è così diverso da ciò che non E’ a cui siamo tutti così assuefatti!

Io: “cosa erano tutti quei fumi neri sulla testa?”

Milena (in stato di rilassamento profondo): “tutti i miei dubbi”

Io: “dubbi, probabilmente su quello che stai vedendo, su ciò che è emerso nel lavoro.” Non siamo abituati a pensare alla parte spirituale come un animale, ci immaginiamo di vedere Gesù o un angelo con le ali e la spada fiammeggiante. Gli sciamani e le tribù dei nativi americani avevano invece già compreso che Spirito si mostra a noi come elemento della natura e non con un aspetto antropomorfo o con elementi artificiali tipo spade, lance, scettri o simili. Ci viene difficile credere che noi abbiamo accesso al contatto diretto con questa forza spirituale, tanto fraintesa e chiamata da alcuni anche Sè superiore, Spirito Santo, spirito guida, che è lì per ricordarci chi siamo e cosa ci siamo venuti a fare su questo pianeta. Pensiamo che solo i santi ne siano capaci. D’altro canto anche i santi, prima di diventare tali, probabilmente si ponevano lo stesso problema. Ciò che emerge dal contatto con le parti spirituali o animiche non può corrispondere alle nostre idee preconcette, quelle vecchie idee fanno parte del mondo che ci regala una normale infelicità. Continuo: “chiedi a Spirito di mostrarti ciò che non conosciamo e di vedere parte di ciò che sei chiamata a realizzare.”

Milena: “Seguo il lupo (l’animale guida), scendiamo giù da una discesa, mi mostra una Read more →

Workshop: riconosci il tuo talento e realizza la tua chiamata

16 Feb
16 febbraio 2015

La maggior parte delle persone fa un lavoro che non ama. Molte persone fanno un lavoro che pensano di amare ma non decolla come vorrebbero poiché, in realtà, non rispecchia i propri talenti naturali. Alcune persone fanno ciò che amano ma non credono in ciò che fanno e quindi tutto va a rilento. Poche persone fanno ciò che amano e diventano tutt’uno con esso, non distinguono tra lavoro e tempo libero quindi fanno la vita che hanno scelto.

  • BOLOGNA (Loiano)  –  4 settembre 2016 ore 10 – 18  – prenota ora

il workshop è dedicato a tutti coloro che:
– hanno un lavoro dipendente e si sentono in gabbia
– stanno cercando la propria strada e il proprio posto nel mondo
– hanno compreso il proprio talento ma non trovano una via per realizzarlo
– pur lavorando in proprio e facendo ciò che amano, non riescono a conquistare il successo che meritano
– hanno compreso che siamo qui per qualcosa di più che semplicemente lavorare, guadagnare, spendere!

Read more →

Giocare

01 Feb
1 febbraio 2015

“In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.”  Matteo 18,1-5

Non diventare come bambini, cioè non entrare in contatto con Anima fino a essere uno con lei… Non so se ti sei mai chiesto come si faccia a giocare. Sembra una cosa banale, ma alcune persone non ne sono capaci. Vogliono vincere, cercano risultati. Il gioco fine a se stesso viene vissuto come una perdita di tempo. La chiave è nel lasciarsi andare, nel rilassarsi e fidarsi della vita. Riprendere a giocare a volte richiede un salto nel buio, richiede spingere al massimo le resistenze mentali, facendo azioni che vanno contro le resistenze, fino al punto di creare una piccola crepa. Di seguito il caso di Mariana.

Io: “chiedi a Spirito (animale guida: Aquila), quali sono i nodi che devi sciogliere?”

Mariana: “mi dice di andare a giocare con gli altri bambini (le altre anime). Ma io mi tengo un po’ in disparte.”

Io: “quando eri piccola giocavi con gli altri bambini, è come se potessi tornare piccola e sperimentare nuovamente quella voglia di giocare”

Pausa Read more →

Essere se stessi – parte seconda

26 Gen
26 gennaio 2015

Trovi la prima parte dell’articolo cliccando qui

Alberto (in stato di rilassamento profondo): “arriva un’altra scena del mio passato, sono in un paese vicino al mio. Io sto con un gruppo di gente. Tutti presi (dalle entità, ndr), tutti. Ma io sapevo di non essere come loro in quel momento. Per sentirmi forte fingevo (di essere come loro, ndr). E’ tarda sera, c’era una persona al centro della strada, ci siamo nascosti per aspettare che passasse questa persona, non sapevo cosa stesse accadendo.” Singhiozza.

Io: “stava passando un uomo o una donna?”

Alberto: “un uomo. Io pensavo stessero giocando. Lo hanno massacrato di botte, troppe.” Singhiozza.

Io: “quanti anni hai in quel momento?”

Alberto: “ventisei anni. C’è sangue. Trenta persone contro uno. Nessuno sentiva niente.”

Io: “nessuno sentiva nulla, compassione, empatia, nulla. Solo tu la sentivi”

Alberto: “Nulla, nessuno sentiva nulla. Solo io, ma facevo finta di niente, sono rimasto fermo a guardare. Trenta persone e nemmeno uno… ho pensato che il mondo fosse così e che io fossi l’unico a sentire qualcosa. Spirito è affianco a me, guardiamo la scena in disparte.” Piange. Poi continua: “ci sono due Alberto, uno è solo paura, l’altro è solo amore. Ora li vedo, quello (che ha solo paura, ndr), è finto, è fatto di cenere. Non è diventato più forte facendo così, come Luca, nessuno diventa più forte con la paura. La forza è nell’amore.”

Io: “la forza è nell’amore” Read more →

Essere se stessi – parte prima

23 Gen
23 gennaio 2015

Essere se stessi può essere molto difficile perché implica mantenere una certa sensibilità. Implica mantenere proprio quella sensibilità che ti permette di rimanere in contatto con ciò che è più sottile, con le tue parti animiche, con la dimensione spirituale a cui appartieni. Rinunciamo a quella sensibilità per un fraintendimento, pensiamo di trovare ciò che cerchiamo al di là di ciò che siamo, cerchiamo forza, bellezza, audacia, potere, controllo. Ma questa ricerca, nel momento in cui ci porta a rinnegare chi siamo, allontana da noi quella gioia, quell’amore e quella pace cui in realtà tutti aspiriamo. Di seguito riporto il caso di Alberto, in stato di rilassamento la sua parte spirituale lo guida a comprendere meglio alcuni aspetti della sua vita, rivisitando alcune scene significative del suo passato:

Io: “chiedi di comprendere meglio, come nasce questo tuo timore di essere te stesso?

Alberto: “Sono alle scuole medie, Luca è il mio compagno di banco ed è uno dei miei migliori amici. Io scherzavo con lui, anche altri scherzavano con lui, alcuni lo sfottevano. A distanza di tempo muore. Lui era stato preso (dal Volador o entità, ndr), perché era troppo buono.”

Io: “era stato preso perché era troppo buono?”

Alberto: “Io ho pensato questo”

Io: “tu (la mente, ndr) hai pensato questo, invece Spirito cosa ti dice, perché è stato preso?”

Alberto: “Perché ha fatto un patto” Read more →

La vita e la morte

15 Gen
15 gennaio 2015

La vita e la morte sono un continuum. Lasciamo la dimensione fisica per passare a quella spirituale per poi tornare a quella fisica. Puoi trovare la stessa alternanza sul piano fisico: durante la veglia viviamo la dimensione fisica e durante il sonno la dimensione sottile. Accade attraverso ciò che tu chiami: sogni. Non ci sono pause, si vive su entrambi i piani. Molto spesso non siamo consapevoli di ciò che ci accade sul piano sottile, questo ci rende vulnerabili. Ciò che accade di là e di cui non siamo consapevoli è talvolta la causa del fatto che la nostra vita sembra procedere a rilento.
La paura della morte deriva dal non voler perdere ciò che abbiamo conquistato in vita a livello materiale e dal timore dell’ignoto. Sappiamo che saremo catapultati verso l’ignoto, in un mondo in cui ci sono pochissime persone preparate a prepararti alla morte. Una delle persone con cui abbiamo lavorato ha, tra i suoi compiti su questo pianeta, proprio quello di aiutare le persone a fare il passaggio, in modo che non si perdano di là allo stesso modo in cui si sono perse di qua attraverso gli attaccamenti alla materia. Read more →

Le due storie della nostra vita

05 Gen
5 gennaio 2015

C’è una storia della nostra vita che ha a che fare con il nostro destino. È una storia che ci porta a noi stessi, che ci appartiene dal momento stesso in cui nasciamo, è fatta d’amore e di fiducia. La portiamo dentro e a un livello più profondo la conosciamo già. Poi c’è un’altra storia. È la storia che conosciamo tutti, fatta di paura e insicurezze. È la storia in cui rinunciamo a noi stessi per uno stipendio, tradiamo il nostro o cuore per arricchirci, rinunciamo ai sogni per le sicurezze, ci sentiamo inadeguati o altro di simile.

Carla lavora nel reparto psichiatrico di un importante ospedale di una città del nord come infermiera. Ha una cinquantina d’anni, vive sola nell’appartamento che era dei genitori. Ha un lavoro sicuro e guadagna abbastanza da poter togliersi i suoi sfizi. Eppure si rende conto di stare vivendo una vita che non le appartiene e che, a un certo livello, non ha neppure scelto lei: “Nella mia vita sono sempre stata vittima di qualcosa che mi portava malessere, non ho mai capito cosa, so solo che mi ha condizionato e bloccato” dice. Dopo aver lavorato in gruppo nei workshop e aver preso confidenza con il nostro modo di lavorare e con gli aspetti teorici su cui si basa il nostro modo di procedere, inizia gli incontri di regressione. E’ in uno di questi incontri che emerge un ricordo rimosso, aveva visto il padre baciare una donna che non era la mamma, il papà aveva tradito la mamma? Read more →