Il meccanismo dell’Ego

10 Ott
10 ottobre 2014

Gli Ego (sono più di uno in ogni persona) sono lì perché in passato ti hanno difeso da dolori e delusioni. Sono come dei guardiani che cercano di impedire al mondo di andare a stimolare quelle vecchie ferite mai rimarginate. Lo fanno andando a cercare dell’anestetico da applicare sulle ferite in modo da non sentirne il dolore. L’anestetico è rappresentato dagli svaghi, da meccanismi di dipendenza emozionale, dagli attaccamenti e abitudini. Attraverso questi meccanismi la persona ha la sensazione di controllo sulla realtà. In realtà controlla solo una realtà inventata costellata di paure e dubbi prodotti da quelle vecchie ferite. Un esempio di dipendenza può essere la voglia di essere sempre circondato da amici o da persone, ricevere e scrivere messaggini, avere riscontri su Facebook e così via, è il bisogno di considerazione. Un esempio di attaccamento può essere la ricerca di un certo tipo di cibi, un abitudine può essere l’idea che una persona ci chiami tutti i giorni a determinati orari o anche semplicemente il prendere il caffè tutte le mattine (senza caffè la giornata non può iniziare e storie simili, ce ne raccontiamo ogni giorno), e così via. Agli Ego si agganciano i Volador (come li chiama Castaneda), le ombre scure, pronte a caricare di paure, dubbi e false speranze il nostro quotidiano appena gliene diamo l’occasione. Di seguito la puntata radiofonica di approfondimento:

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