Ma chi me lo fa fare?

11 Set
11 settembre 2016

La maggior parte degli esseri umani vive in due modi o in un mix di essi: cerca di mantenere la stabilità della propria vita attuale integrando dei momenti di svago e piacere per alleggerire i pensieri mentali, oppure vive spinto fortemente da obiettivi esteriori come il denaro, il successo esteriore e la realizzazione di desideri mentali di vario genere. Questo vale anche per chi inizia un percorso di ricerca interiore, la reale priorità per la mente non è la realizzazione esserica, ma è altro. Del resto questo è comprensibile. La mente non conosce l’esperienza della realizzazione esserica, se non per brevi sprazzi di apertura che giungono per farti intravedere un potenziale. Così, spesso, non riesce a trovare motivazioni nell’inseguire, nell’anelare fortemente, qualcosa di cui non ha fatto esperienza consapevole. Da questo fattore nascono le resistenze.

La mente prende ciò che sperimenta con la ricerca e cerca di utilizzare quelle comprensioni per rafforzare il proprio territorio conosciuto, per ampliarlo e migliorarlo. In questo modo evita i veri cambiamenti, le spinte della parte esserica che sono fonte di stress, incertezze e sono percepiti dalla mente come salti nel vuoto. La mente dice: “chi me lo fa fare?” “Io non voglio tutti questi ostacoli” “io non voglio vivere così, non mi fa stare bene”. Essa non comprende che la ricerca del suo benessere è ciò che ci ha condotto a vivere la vita insoddisfacente, incompleta o priva di un senso più ampio che attualmente moltissimi conducono. La mente pensa che sarebbe sufficiente modificare due o tre cose della vita che già conduce, e a cui si è ormai affezionata, per sentire quella pienezza interiore a cui aspira. Così, la mente vuole essere libera, ma senza rinunciare ai legami che la fanno sentire al sicuro, vuole vivere in modo più “evoluto”, ma senza rinunciare ad alcune abitudini a cui tiene tanto, vuole cambiare vita ma senza rinunciare ad alcune comodità e sicurezze che la vita attuale le concede. Da queste contraddizioni nasce il conflitto, anche nelle persone che sembrano aver acquisito una certa consapevolezza e un contatto stabile con il proprio Essere (Spirito).

Questa è la sfida più grande: da un lato rafforzare la fede nelle spinte esseriche, dall’altro coltivare il contatto con Anima, tornando a giocare come bambini e imparando a percepire con amore tutto ciò che entra nel nostro “campo visivo”, nel nostro spazio psicologico.

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