Fare o lasciar fare?

29 Mag
29 maggio 2014

Ho fatto una cosa che mi faceva paura, un salto nel vuoto, sapevo di doverlo fare, le indicazioni e i messaggi erano chiari, ma la mente era restia. Dopo averla fatta la paura si è spaventata, ha iniziato a capire che facevo sul serio, ho lasciato che si allontanasse, non avevo più bisogno di lei. Qualcos’altro ha preso il suo posto, un senso di gioia sottile, un sorriso interiore voleva emergere, l’ho lasciato fare. Quando sei dentro di te la cosa più difficile è lasciar fare, lasciar emergere, lasciare andare, smettere di controllare, pensare, giudicare, calcolare, analizzare.

Quando sei fuori, nel mondo esterno, invece, la cosa più difficile è fare, agire. È più facile lasciar fare, aspettare, adattarci, ma fare, agire e non limitarsi a reagire è la cosa più difficile. Quindi aspetti che arrivi un lavoro e non agisci per fare il lavoro che ami; aspetti che arrivi una vita che ti dia sicurezza e non agisci nella direzione del tuo destino; lasci che il tuo partner si allontani da te anche quando sai che è la persona giusta e non agisci in direzione dell’amore.

La mente tiene le redini del comando e non si sogna nemmeno di chiedere al proprio Spirito: dimmi, cosa vuoi da me? E non ponendo questa domanda, non imparando a lasciar fare dentro, allora non riesci ad afferrare il tuo talento, il tuo destino, non riconosci le persone che fanno parte del tuo percorso e non sei mai nella Fiducia qualsiasi decisione o scelta tu prenda. Ma quando dentro lasci fare ti accorgi di essere guidato, arrivano le indicazioni e puoi agire fuori, con più sicurezza, seguirle con fiducia.
Anche quando trovi quella connessione, questa non è costante, va e viene. La mente tenterà ad ogni occasione di riprendere il controllo e di deviare il tuo cammino secondo i suoi capricci. Come fare? Ciò che faccio è far diventare qualcosa che so esser parte del mio destino un punto fermo.

Ad esempio quando ho incontrato Maria la mente ha resistito con tutte le sue forze a quella relazione, poi ho compreso che era parte del mio destino (sono arrivati messaggi nei modi più disparati, ma ci ho messo oltre nove mesi per capire). A quel punto una certa cosa diventa un punto fermo. Per quanti litigi o incomprensioni possano esserci o per quante altre donne possano interessarsi a me non metto mai in dubbio la mia relazione. So che tutto ciò che vuole distogliermi da essa è fasulla, potremmo chiamarla una tentazione.
Lo stesso accade con il compito che mi è stato affidato: portare a conoscenza il nostro essere trini e facilitare la connessione con le parti animiche in modo che Mente Anima e Spirito inizino a operare in sintonia all’interno della coscienza individuale di ognuno. Ogni proposta che si discosti troppo da questo compito, che mi impegni troppo tempo costringendomi a ridimensionare l’energia da dedicare a quel compito, viene respinta per quanto allettante possa apparire in un primo momento, è solo illusione o potremmo dire che non È.

Qualsiasi cosa sia giunta da quella fonte che è oltre la mente, diventa una priorità a prescindere da ciò che accade intorno a te e dal fatto che a volte le cose sembrino non funzionare. Maggiore è l’intensità con cui ti immergi nel tuo destino più esso ti trasformerà dalle fondamenta rendendoti l’uomo e la donna che sei venuto qui per Essere, Walsch lo definirebbe: la migliore versione di te stesso, e tutto inizia dal rendersi conto che ciò che sei non È.

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