La vita e la morte

15 Gen
15 gennaio 2015

La vita e la morte sono un continuum. Lasciamo la dimensione fisica per passare a quella spirituale per poi tornare a quella fisica. Puoi trovare la stessa alternanza sul piano fisico: durante la veglia viviamo la dimensione fisica e durante il sonno la dimensione sottile. Accade attraverso ciò che tu chiami: sogni. Non ci sono pause, si vive su entrambi i piani. Molto spesso non siamo consapevoli di ciò che ci accade sul piano sottile, questo ci rende vulnerabili. Ciò che accade di là e di cui non siamo consapevoli è talvolta la causa del fatto che la nostra vita sembra procedere a rilento.
La paura della morte deriva dal non voler perdere ciò che abbiamo conquistato in vita a livello materiale e dal timore dell’ignoto. Sappiamo che saremo catapultati verso l’ignoto, in un mondo in cui ci sono pochissime persone preparate a prepararti alla morte. Una delle persone con cui abbiamo lavorato ha, tra i suoi compiti su questo pianeta, proprio quello di aiutare le persone a fare il passaggio, in modo che non si perdano di là allo stesso modo in cui si sono perse di qua attraverso gli attaccamenti alla materia.

Durante una delle sessioni in rilassamento profondo, mentre era in contatto con il suo animale guida, ciò che noi chiamiamo Spirito, Marina viene condotta a guardare una scena del suo passato, di quando era piccola. Vede una bara, guardando meglio vede la zia, inizia a piangere, era rimasta spaventata dalla dipartita della zia. Ricordò il momento in cui andò a farle visita con i genitori. Chiedo perché venisse riportata proprio a ricapitolare questa scena del suo passato. Spirito: “devi superare la paura della morte, all’epoca ne sei rimasta colpita, ora puoi rappacificarti con quell’episodio della tua vita infantile”. Poi continua, arriva un’altra scena, un funerale. Non riesce ad individuare la persona defunta, vede tante persone, in sequenza. A un certo punto si ferma, “ora ho capito” dice, “mi sta dicendo che devo spiegare a tutti che possono cercare Spirito dopo la morte, ne vedrò morire molti, adesso ho capito, dopo saprò anche quando stanno per morire, questa è la cosa brutta, ma devo trovare il modo di spiegare, di prepararli”.

Ma cosa accade al momento della morte dal punto di vista del defunto? “La persona muore, il corpo sottile si stacca dal corpo fisico, la persona è lì per qualche tempo con tutti coloro che lo circondano; vede e sente le persone che lo piangono e così via. Ma, al momento di fare il passaggio, viene ingannato. E’ come se ci fossero due specchi, uno glielo nascondono in modo che non si riesca a vedere, da quello specchio che viene nascosto si vede l’albero della vita e tutto quanto è nel mondo dello Spirito. Mettono un altro specchio per ingannarlo, in questo specchio vede i suoi parenti defunti, ma sono solo immagini finte, servono ad attirarlo, vede angeli con spade fiammeggianti e, in generale, vede ciò che si aspetta di vedere in base alla cultura di appartenenza, e così prende la porta sbagliata. Però qualcuno ce la fa, qualcuno quando va di là, in qualche modo capisce che c’è qualcosa che non va e scappa, torna indietro. Ma non riescono a vedere l’altro, la porta autentica, e quindi entrano ed escono da questo specchio ingannevole, attraversato il quale c’è di tutto, ciò che uno pensa sia bello, ma è tutta una finzione (come accade in matrix, ndr), una specie di paese dei balocchi che serve solo a tenerti lì abbastanza a lungo. Ma molti avvertono una brutta sensazione nell’attraversare quello specchio, avvertono che c’è qualcosa che non va, per questo tornano indietro, più tempo rimani in quel posto più inizia a stare proprio male. Ma anche quando tornano di qui molti non trovano la strada e si perdono, sono persi, sono proprio persi. A volte arrivano aiuti, dopo un po’ ti trovano e cercano di guidarti e se tutto va bene arrivi all’albero, altrimenti vieni ripreso. Molti non riconoscono l’animale guida, non capiscono che lo Spirito giunge come un elemento della natura, come animale (i nativi americani lo sapevano e chiamavano queste guide “animali totem”, mentre la tradizione sciamanica centro sud americano li chiama “animali guida”, ndr). Anima, nel frattempo, è come un palloncino attaccato a questo corpo sottile che vaga di qua e di là ed è ingabbiata, si smarrisce anch’essa. Ma non è molto chiaro, noi abbiamo tante vite, Anima è connessa a tutte le vite e ciò che accade in una vita influenza le altre, in quella dimensione non c’è il tempo, mi vengono mostrate delle cose ma ora non riesco a comprendere bene come funziona.”

Iniziare a farsi determinate domande ci permetterà di farci trovare preparati in ciò che è davvero importante: la realizzazione del nostro potenziale animico. Ciò che, nella dimensione fisica, in questa vita, ci devia per la nostra inconsapevolezza, continuerà a deviarci anche di là. Tutto questo è ben spiegato, con termini più ermetici, anche nel vangelo gnostico di Pistis Sophia. Buona ricerca (interiore).

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