La Storia Infinita 2/3 – seconda parte: la crisi

20 Mag
20 maggio 2013

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Tra i tre c’era un legame speciale, eppure solo Spirito sembrava esserne pienamente consapevole. In ogni caso non poteva certo dirlo apertamente, nessuno lo avrebbe creduto. Non so se ti è mai capitato di intravedere il compagno di una tua amica baciarsi con un’altra. Lei ne è così innamorata, forse stanno pensando di sposarsi. Quando la incontri ti dice che lui ha occhi solo per lei. Non è ancora pronta alla verità. Probabilmente penserebbe che sei geloso e vuoi solo allontanarli, devi attendere. Attendere uno spiraglio di coscienza, di consapevolezza, e lì iniziare ad introdurre la nuova informazione, qualcosa che in lei cambierà radicalmente il modo di vedere il suo compagno. Sarà dura all’inizio, ma da quel momento in poi avrà la possibilità di aprirsi al nuovo fino a riconoscere la persona giusta e sperimentare un’amore più sincero. Spirito era nella stessa situazione, sia nei confronti di Anima e, soprattutto, nei confronti di Mente!

Quante volte avrebbe voluto dirle apertamente che sta sprecando buona parte del suo tempo, che è giunto il momento di unire le forze, che in Lui poteva trovare le risposte che talora affioravano e cercavano di mettere tutto in discussione. Mente, infatti, di tanto in tanto rifletteva sul senso della sua vita: perché faceva tutto ciò che faceva? A che scopo dedicava così tanto tempo alla carriera, al lavoro, alla TV, agli svaghi, a stare con altre menti, evidentemente più interessate alla propria vita che alla sua? In quei momenti affioravano tante domande, era come un richiamo. In ogni caso tendeva, dopo un po’, a respingere questi nuovi pensieri, ad agganciarsi a qualche impegno o a qualcosa da fare, in modo da allontanare quelle scomode domande. Spirito gliele aveva scritte su un foglietto e messe nel suo taschino, in uno di quei momenti in cui incrociava in ascensore Mente, tutta assorta nei suoi pensieri ripetitivi.

Un giorno, però, accadde qualcosa di diverso, qualcosa che ruppe la routine di Mente e la mandò su di giri. Fu una cosa che sembrò giungere all’improvviso, eppure si preparava da tempo. Mente era troppo presa dai suoi pensieri per vedere cosa si stava preparando. La sua vita stava cambiando e questo non poteva accettarlo facilmente. Il primo istinto fu quello di sopravvivenza, iniziò a lottare, essa vedeva ogni cambiamento che non avesse previsto in anticipo come un pericolo, una minaccia. Del resto Mente, di per sé, è poco più di un animale intellettuale, pienamente soggetta agli istinti di base. Spesso aveva vissuto di inganni e sotterfugi. Ciò che allontanava maggiormente Mente dagli altri e ancor di più dai suoi vicini Anima e Spirito, era questa rete di controllo che creava sul mondo circostante. Questa veniva difesa a tutti i costi, anche con menzogne e piccoli inganni. Ad esempio tendeva a non dire mai pienamente ciò che pensava di qualcuno per evitare di entrare in conflitto o per evitare di crearsi un nemico che poi non l’avrebbe favorita in caso di bisogno. In qualche modo Mente era molto brava nel complicarsi la vita, maestra nell’evitare la semplicità in favore della complessità. Il sintomo che le cose si stavano facendo davvero dure per Mente era il fatto che aveva smesso da tempo di accettare gli inviti di Anima per andare a giocare, non riusciva più a notare le occasioni che la vita offriva di vivere degli spazi di totale spensieratezza. Solo poche volte cercava dei momenti di silenzio. Apriva piccoli spiragli di pausa dal continuo flusso di pensieri meccanici che andavano avanti e indietro, afferrando gran parte dell’attenzione di Mente in un loop senza fine. E’ in quei brevi, brevissimi momenti di silenzio che Spirito agiva. Collocava della dinamite in posti strategici, che, al momento giusto, nell’esplodere, avrebbe favorito il crollo del palazzo in cui Mente si rifugiava per la maggior parte del tempo, un sistema di convinzioni che, visto dall’esterno, in realtà, appariva chiaramente come un grande castello di carta poggiato su uno schermo bianco. E’ su questo schermo che passano così tante immagini e scene, una dietro l’altra, ad un ritmo così incessante, da portare Mente quasi allo stordimento. In effetti quasi ogni sera era sfinita da tutto questo. Ormai ne aveva abbastanza.

Mente era strana. Anche quando ne aveva abbastanza di qualcosa, di fronte al rischio di perdere quel qualcosa, iniziava a combattere per difenderlo. Non voleva rinunciare a ciò che le dava sicurezza, per quanto penoso potesse essere. Eppure quella volta non riuscì a fermare il cambiamento che era sopraggiunto. Era disperata. E’ in quel momento che, per l’ennesima volta, incrociò Spirito in ascensore. Fece quello che fa una mente confusa, raccontò le sue disavventure, e, nel farlo, trovò un interlocutore particolarmente attento e silenzioso. Egli rispondeva solo con dei leggeri cenni del capo. Non si era mai rivolto a Lui in quel modo prima d’ora, era un’occasione d’oro per Spirito, un’occasione per iniziare finalmente a rendere manifesta la natura del loro legame. Ma doveva muoversi con cautela, Mente era già abbastanza sconvolta per fatti suoi… Iniziò col dirle queste parole: “non fare nulla, non reagire di impulso alle situazioni, tutto andrà bene da sé, abbandona la lotta”. Mente ascoltava e, quasi senza accorgersene, entrava in uno spazio di silenzio. Non sapeva dire se fosse rimasta più colpita dalle parole o dal tono di voce con cui erano state pronunciate.

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