La Storia Infinita 1/3 – prima parte: Mente, Anima, Spirito

13 Mag
13 maggio 2013

Mente, Anima e Spirito hanno sempre vissuto nello stesso stabile. Eppure non erano mai entrati in confidenza.

Mente faceva una vita solitaria, individualista e sempre piena di cose da fare o a cui pensare. Anche quando, in ascensore, si incrociava con Anima o Spirito, non li notava. Era presa a rispondere ad un msg su facebook, ad un sms o era semplicemente immersa nei suoi pensieri. Mente era sempre indaffarata, a guardarla sembrava avesse il peso del mondo sulle sue spalle. Era quasi sempre insoddisfatta, forse per questo motivo non smetteva di pensare e dedicava poco tempo al gioco. I momenti felici duravano poco, Mente non riusciva a concepire uno stato di felicità, gioia e pace costanti. A furia di fare e fare cose, Mente era diventata brava in questo. Trovava il modo di trarre vantaggio dalle situazioni e aveva sviluppato un certo numero di abilità pratiche. Del resto è quello il suo talento: l’azione. Gli riusciva meglio esprimere questo talento quando non era

annebbiata da pensieri rumorosi, oscuri, tristi, risentiti. Mente pensava sempre di essere migliore o peggiore degli altri. Non pensava mai che qualcosa di molto bello potesse essere così vicino a lei, cercava il bello sempre in posti lontani. Anche per questo non si accorgeva di Anima e Spirito, li aveva nel suo stesso stabile, non potevano essere tanto speciali. Probabilmente sarebbe subito rimasta incuriosita da loro se venissero da New York o da qualche altro posto “figo” e distante.

Anima passava quasi tutto il tempo a giocare. Mente gli era stata simpatica da subito, sentiva una connessione con lei, ma, col passare del tempo, iniziava ad essere stufa della sua indifferenza. Si sentiva come una bambina abbandonata e finiva per dare retta al primo adulto simpatico, accettando caramelle dagli sconosciuti. Del resto è sempre stata molto buona e gentile seppur, a tratti, diventa un po’ dispettosa, soprattutto con chi non vuole mai giocare con lei. In rari momenti scambiava qualche parola con Mente e, di tanto in tanto, ridevano insieme, questo le faceva un grande piacere. Passava, però, la maggior parte del tempo con questi sconosciuti che le davano, non senza secondi fini, molte più attenzioni. Arrivò a chiamare uno di questi adulti: “padre”. Era come un tutore per Lei, aveva la sua fiducia innocente, nonostante questo le potesse costare molto caro. Anima, a differenza di Mente, non poteva morire, cresceva così lentamente da essere praticamente immortale. Poteva però essere imprigionata, limitata e privata di molta della sua energia, poteva rinsecchirsi come una foglia autunnale. Tutto questo accadeva mentre Mente inseguiva i suoi pensieri, i suoi miraggi, i suoi impegni fuori dallo stabile in cui vivevano. La sua energia è potenzialmente immensa, è quello il suo talento: un energia potenzialmente inarrestabile. A guardarla con attenzione Anima appariva come una regina in nuce, una principessa bambina e compassionevole.

Spirito appariva come il Gandalf de “il signore degli anelli”, il secondo Gandalf, il bianco. Di indole taciturna comunicava molto con lo sguardo, ti leggeva. Le rare volte che Mente incrociava i suoi occhi era come se Lui le entrasse dentro, osservando ogni suo pensiero, speranza, aspirazione, dubbio, tutto quanto. Allo stesso tempo è come se volesse sempre dirti qualcosa, la sua gentilezza però non gli permetteva di costringerti ad ascoltarlo. Infatti erano in pochi a dargli ascolto. In un mondo pieno di messaggi invasivi e pretenziosi è come se la sua gentilezza passasse inosservata, solo nel silenzio la sua presenza risultava chiara, evidente, mentre un senso di profondo rispetto e devozione iniziava ad emergere in chi era era solito accorgersi della sua presenza. Chi aveva avuto a che fare con lui, del resto, si era reso conto che sapeva davvero tutto di tutti. Eppure non aveva mai una parola fuori posto per nessuno. Era come se fosse sempre con te, con la sua pazienza amorevole. Certamente si può dire che il suo talento, se così vogliamo chiamarlo, è proprio la saggezza.

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