La Storia Infinita 3/3 – terza parte: l’unione

27 Mag
27 maggio 2013

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Anima, nel frattempo, quasi rassegnata per l’indifferenza di Mente, che ora più che mai aveva mille cose per la testa, continuava con le sue frequentazioni poco chiare. Spirito andava a trovarla di tanto in tanto, ma non poteva fare imposizioni, nel rispetto del suo libero arbitrio. Era davvero una partita a scacchi per Spirito, una partita con il suo “avversario”. Mente, non era consapevole di quanto la vita di Anima fosse collegata alla sua, di come, continuando a trascurarla, in realtà, stesse mancando il punto. Per fortuna però, Mente continuava a rivolgersi a Spirito ogni volta che si incontravano in ascensore, nonostante a volte riceveva risposte ermetiche o scomode. C’era qualcosa che spingeva Mente a continuare a rivolgersi a Lui. Aveva l’impressione che Spirito potesse guidarla verso un sentiero che la avrebbe portata lontano da quel dolore, da quella miseria. Dovette passare del tempo fino a quando Mente non uscì da quel brutto momento, o perlomeno da ciò che considerava tale. Spirito continuava ad agire dietro le quinte, Mente non era ancora pronta ad accettare I suoi consigli direttamente, non voleva ancora mollare l’idea di prendere decisioni, di condurre il gioco della sua esistenza. In ogni caso Spirito non si limitava più a nascondere dei bigliettini nella sua tasca. Organizzava, all’insaputa di Mente, degli incontri, apparentemente casuali, che iniziavano a fornire a Mente nuovi stimoli e nuovi modi di vedere il mondo. Condivideva sulla sua bacheca delle informazioni e faceva in modo che Mente le vedesse. Ella aveva, a malincuore, abbandonato molte certezze, era alla ricerca e, quindi, più aperta al nuovo. Gli stimoli di Spirito furono efficaci, stavano preparando Mente ad un incontro straordinario.

Mente era alle prese con nuovi libri, nuovi insegnamenti, stava cercando risposte con sempre maggiore intensità. Fu proprio in libreria che, inaspettatamente, intravide Anima. All’inizio non era sicuro che fosse lei, era come se la vedesse per la prima volta. Era seduta con un signore con la barbetta bianca, sembrava una persona rispettabile, eppure qualcosa risuonò in Mente, un sospetto. Lui stava parlottando con Anima, le diceva cosa poteva e cosa non poteva fare. Questo Mente non poteva sopportarlo, aveva da poco iniziato ad apprezzare l’importanza della libertà interiore, doveva assolutamente parlare con lei. Continuò il suo giro in libreria, riflettendo su ciò che le avrebbe detto. Ebbe un’idea: avrebbe utilizzato alcuni spunti trovati in un libro che aveva terminato di leggere da poco. Il giorno dopo Mente andò a trovare Anima, bussò alla sua porta e, dopo un paio di minuti di attesa, Anima venne ad aprire. Era come se si conoscessero da sempre. Un brivido scorse dietro la schiena di Mente, non riusciva bene a capire cosa si stesse muovendo in lei. Dopo un po’ iniziarono a parlare dell’uomo con la barba bianca, Mente rabbrividì quando Anima lo chiamò padre, gli disse che lui, per il suo bene, le impediva di superare un certo limite, un certo confine. Questo ricordava a Mente un film che aveva visto, Matrix, in cui una coltre di nuvole nere rappresentava il confine apparentemente insuperabile che ti separava dalla libertà e, soprattutto, dalla verità. Quando Anima si rese conto che si era affidata alle indicazioni di un imbroglione ne rimase delusa, pianse, doveva liberarsi, gli mandò subito un sms poco amichevole. Al momento ancora non sapeva che l’imbroglione avrebbe continuato ad avere atteggiamenti da stalker, ma questa è un’altra storia.

Fu dopo aver mandato quel messaggio che Anima, liberatasi da quella presenza ingombrante, iniziò a parlare a Mente dei suoi incontri con Spirito. Ad ogni parola di Anima, qualcosa si muoveva nei ricordi di Mente. Ebbe un’immagine in cui Lui gli metteva in tasca dei foglietti, iniziò a guardare il suo passato con occhi diversi, iniziò ad unire I puntini. Come era possibile? Era stato cieco per così tanto tempo! Spirito era sempre stato con loro,  aveva mandato diversi segnali per guidarli, eppure non se ne erano mai davvero accorti! Era Lui ad aver “complottato” per chiudere e sbarrare le strade che la allontanavo dalla sua gioia. Mente iniziò a comprendere sempre meglio che da sola non sarebbe andata da nessuna parte. Sapeva che era così, eppure continuava a cercare la compagnia di altre menti come lei, nessuno quindi era in grado di apportare nuove energie, ogni progetto cadeva uno dietro l’altro, di fronte alle prime difficoltà, come fossero birilli. Doveva assolutamente parlare con Spirito, e così fece. Fu un lungo dialogo. Comprese che la sua attitudine al comando e al controllo non era sana, comprese che le sue aspettative non avevano nessun fondamento, comprese anche che le sue decisioni si basavano solo su fantasie e capricci del momento, era molto penoso per lei accettarlo.

In definitiva comprese che da sola non sarebbe arrivata da nessuna parte in cui valesse la pena giungere. Attraverso una piena collaborazione con Anima e Spirito avrebbe conosciuto la totalità del suo Essere.

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