Il ruolo delle domande

07 Mag
7 maggio 2015

Ciò che ci guida nella ricerca interiore sono le domande. Tutti si fanno delle domande ma con le domande “sbagliate” non si arriva da nessuna parte, si rimane bloccati o si gira in tondo (il che è pur sempre un’esperienza di cui far tesoro). Di seguito osserviamo i diversi tipi di domande che possiamo porci.

Il primo tipo di domande sono quelle che non portano a nulla: perché capitano tutte a me? Come mai sono così sfortunato? Perché nessuno mi vuole bene? Perché nessuno mi aiuta o Dio non mi aiuta? Queste esemplificano il tipo di domande che ti fa sentire una vittima e ti fa rimanere schiacciato in paure e insicurezze.

Poi c’è un tipo di domande che è molto diffuso. Ti fanno girare in tondo perché sono legate alla ricerca di risultati esteriori: quando troverò l’amore? Come posso riconoscere l’Anima gemella? Come posso raggiungere l’indipendenza economica o avere più denaro? Come posso essere più attraente? Come posso avere più tempo libero? Come posso diventare il migliore in una certa cosa? Come posso sentirmi meglio/bene nella vita quotidiana? Come posso aiutare il mondo? Queste domande nel migliore dei casi ti aiuteranno ad acquisire o perfezionare abilità pratiche, imparerai delle tecniche. Sono le domande che vanno per la maggiore e la maggior parte della letteratura dedicata al miglioramento personale cerca di rispondere a questo tipo di domande. Viviamo in una società che da la massima importanza alla mente razionale e all’ego. Queste domande nascono dalla mente, essa cerca risultati visibili e gioisce quando li raggiunge, l’ego si sente appagato, questo ti spiega perché il termine “obiettivi” sia così importante nella nostra cultura.

Ora, ti starai chiedendo cosa intendo quando dico che queste domande ti fanno girare in tondo. Osservalo tu stesso. Dopo un risultato ne cerchi un altro e poi un altro senza sentire dentro alcuna pace nel lungo termine. Altre volte rimani bloccato in un risultato che non riesci a raggiungere. Altre volte ti rendi conto che ciò che sembrava un buon risultato non lo era (ad esempio pensavo di aver trovato un buon lavoro, partner e così via ma poi li perdo o si rivelano meno “soddisfacenti” del previsto). Guarda le cose in modo ancora più ampio. Buona parte dell’umanità vive guidato da queste domande eppure si continua a inseguire la felicità, la gioia, l’amore, la pace interiori. Se quelle domande ci avvicinassero alla Verità allora saremmo stati in grado, guidati da esse, di costruire una società in cui sia semplice toccare la nostra essenza, sviluppare le proprie attitudini e vivere in modo armonioso.

Un altro tipo di domande sono quelle che ti spingono oltre lo spazio mentale e mettono alla prova il tuo coraggio: come funziona il mondo in cui vivo (mi aiuta a crescere o mi schiaccia)? Chi sono io? Da dove vengo? Cosa ci sono venuto a fare su questo pianeta? Quale è lo stile di vita più adatto a sviluppare la mia essenza, le mie attitudini, il mio talento? Di fronte a queste domande l’obiezione che sorge è legata alla presunta difficoltà di trovare risposte concrete. In realtà l’ostacolo non è nella difficoltà di trovare risposte ma nella difficoltà ad accettare le risposte e iniziare a vivere in conformità con esse, in sintonia con la parte più autentica di te stesso. Sono domande la cui risposta non è possibile trovare solo con la mente. Per questo motivo sembrano sfuggire alla tua comprensione, in realtà sfuggono semplicemente alla comprensione della parte mentale (in cui siamo generalmente identificati).

La gioia, l’amore, la pace interiori sono lì, nell’allineamento tra ciò che Sei davvero (sentire), ciò che pensi (pensare) e ciò che fai (agire). In questo modo anche la vita esteriore si plasmerà di conseguenza, in modo da poter sperimentare ciò che è più consono alla tua realizzazione. La mente ordinaria invece inverte i processi e mette davanti il pensiero (pensiero, sentire, azione). In questo modo l’azione, lo stile di vita che realizzi, non è conforme al tuo essere ma ai tuoi pensieri mentali contaminati e condizionati dai processi educativi e culturali dominanti. Mettendo quelle domande al primo posto nella tua vita, se sarai abbastanza determinato, sarai guidato a scoprire chi sei, fino al momento in cui la mente deporrà le armi e riconoscerà che il sentire è la guida e non i pensieri. Ma fino a quando i pensieri sono al comando vivrai il costante conflitto che si scatena tra ciò che sei davvero e ciò che sei diventato andando dietro a quei pensieri. Ciò che sei non È.

Per gli incontri dal vivo trovi il calendario eventi qui.

3 replies
  1. Fradefra says:

    Bell’articolo, concordo con quasi tutto 🙂
    Buon proseguimento 🙂

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  2. raffaella says:

    davvero bello ciao Antonio

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  3. Michele says:

    Grandissimo Antonio . Sono esattamente sulla tua linea di pensiero . È proprio vero , quando sei su un buon cammino , arriva sempre la persona giusta che ti permette di avanzare … Ci vediamo a Bologna il 22 .

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