Il desiderio e la legge dell’attrazione

30 Mar
30 marzo 2015

“Non lasciare che la ricerca del piacere
ti distragga dalla meditazione e dal tuo stesso bene.
Va al di là del piacere e del dispiacere.
Sia cercando il piacere sia fuggendo il dispiacere alimenti la sofferenza.
Non attaccarti a nulla. La perdita di ciò a cui sei attaccato è sofferenza.
Chi non nutre attaccamento né avversione è libero.
Ogni desiderio è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal desiderio e non conoscerai dolore né paura.”
Buddha

Solitamente cerchiamo di andare verso il piacere ed evitare la sofferenza. Questa è una illusione difficile da sradicare. È proprio facendo così che incontriamo la stessa sofferenza che cerchiamo di evitare e non riusciamo a godere del piacere che inseguiamo con tanto ardore se non per breve tempo. In realtà se ci lasciassimo condurre rimanendo attenti ai segnali arriveremmo esattamente dove il nostro vero sé vuole giungere, un luogo che la nostra mente non è in grado di prevedere o anticipare. Quando una cosa bella arriva nella nostra vita come una sorpresa allora è autentica. Solo che poi noi vogliamo ripetere quell’esperienza per rivivere quei momenti belli. Quest’ansia rallenta il cammino che ti ha portato fino a lì. Quando desideri ardentemente qualcosa e sei pieno di entusiasmo per quell’obiettivo stai interferendo con gli eventi. Stai producendo un’energia di paura, se ci pensi bene noi saltiamo di gioia solo all’idea di vivere una esperienza che abbiamo timore di non poter raggiungere, mentre quando siamo davveri certi di qualcosa allora siamo tranquilli. Per la legge dell’attrazione quella paura mascherata da entusiasmo ed eccitazione rallenta la possibilità che quella esperienza giunga nella tua vita. Così viviamo nella fretta, nell’ansia, di giungere in un certo luogo per poi, nel migliore dei casi, raggiungerlo e accorgerci che non ci dà alcuna pace, gioia o amore e questo ci costringe a porci un nuovo obiettivo. Questo perdura fino a quando non mettiamo in discussione questa follia, questo gioco della mente. Stiamo rendendoci conto che le emozioni positive sono ingannevoli cosi come quelle negative.

Ma noi abbiamo bisogno di sentire quella pienezza che l’eccitazione ci regala, seppur per breve tempo. Come fare? Serve un approccio radicalmente differente. Il primo passo è comprendere che c’è una forza, puoi chiamarla l’esistenza, il sé superiore, lo Spirito, o come preferisci. Chiedi (a questa forza) e ti sarà dato. La pienezza la senti quando inizi a prendere confidenza con la presenza di questa forza nella tua vita. Essa ti riempie e ti guida, è ciò che chiamiamo fede. Sintonizzarsi con lo Spirito ti permette di lasciare andare aspettative ed entusiasmi, ti permette di fluire nella vita seguendo semplicemente le sue indicazioni. Spesso queste indicazioni saranno incomprensibili per la tua mente, le seguirai solo per fede, senza alcuna aspettativa e, quasi senza accorgertene, ti condurranno esattamente al tuo posto, un luogo in cui potrai sentirti a casa anche in questo pazzo mondo. Buona ricerca… interiore. Clicca qui per i prossimi eventi dal vivo

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