I due piani di esistenza

15 Set
15 settembre 2015

Spesso sentiamo la nostra vita attuale come un limite, non riusciamo a coglierne il senso. Continuiamo a inseguire desideri, a festeggiare quando si materializzano e a lamentarci quando questo non accade. Spesso ci sentiamo bloccati nelle stesse esperienze o ci sentiamo come se stessimo girando in tondo, da una cosa all’altra all’altra senza una meta, senza un senso. Alcuni iniziano a farsi domande nuove, sentono che ci deve essere qualcosa di più ma non sanno cosa. Forse la risposta che stai cercando è proprio nelle prossime righe e probabilmente è qualcosa non ti aspetti e non sarai ancora disposto a prendere in considerazione.

Siamo abituati a vivere le nostre vite considerando il piano fisico tutto ciò che esiste. Da questo punto di vista siamo nati in un certo tempo e moriremo in un certo tempo successivo alla nascita. Vista così siamo semplicemente una mente è un corpo che hanno imparato delle cose dal mondo che ci circonda. In effetti, da questo limitato punto di vista, tutto ciò che conta sono i valori del sistema, la sicurezza, la stabilità, la capacità di produrre risultati visibili. Come siamo arrivati a convincerci che il mondo fisico sia tutto ciò che esiste? A questo hanno contribuito forze esterne.

Rudolf Steiner ne parla nella sua conferenza del 1909 a Berlino: “E a qual fine la schiera degli spiriti arimanici ha tentato l’uomo? L’ha tentato al fine che egli ritenesse solo cosa materiale tutto ciò che esiste nel suo ambiente; al fine che egli non potesse scorgere attraverso tale elemento materiale il vero sostrato della materialità, ossia lo spirituale. Se in ogni pietra, in ogni pianta, in ogni animale l’uomo avesse veduto lo spirituale, mai egli sarebbe caduto nell’errore e perciò nel male; bensì, se su di lui avessero influito solo gli spiriti del progresso, l’uomo sarebbe stato preservato da tutte le illusioni a cui sempre dovrà soggiacere se si fonderà soltanto sulla testimonianza del mondo dei sensi.”

Ecco introdotto il secondo piano di esistenza, la dimensione spirituale la chiama Steiner, lo spazio delle varianti per dirla alla Zeland, la dimensione atemporale come lo definisce il fisico quantistico Alain Aspect o il mondo sottile o invisibile come ci piace definirlo. Spesso dai una occhiata di là attraverso ciò che chiami sogni. È proprio su questo piano che energie di ogni sorta interferiscono sulla nostra vita cercando in ogni modo possibile di fermare la nostra consapevolezza, di impedirci di dare una occhiata al mondo di là, per il semplice fatto che il loro operato può procedere indisturbato solo fintanto che noi ne rimaniamo all’oscuro. Forte è il loro influsso, a tal punto che in molti dei nostri incontri, arrivati a parlare di questo aspetto si giunge a un punto di rottura. Alcuni reggono il colpo e si aprono a questa possibilità, altri storcono il naso e protestano di fronte alla possibilità di uscire da una matrix mentale ormai radicata.

La nostra ricerca procede contestualmente sui entrambi i piani. Non ci può essere completa guarigione (che giunge col superamento della paura suprema, della morte), ne tantomeno un contatto costante col proprio sè autentico, senza tenere conto della nostra vita sia sul piano fisico che nel mondo invisibile. Ciò che viene spesso chiamato “Sè superiore” agisce sul piano invisibile e ascoltare i suoi messaggi, permettergli di guidare la nostra vita a compiere il nostro destino, implica sviluppare una certa capacità di muoversi consapevolmente non solo sul piano fisico ma anche in quello invisibile. Una volta di fronte alla tua parte spirituale inizierai ad osservare come il maggiore ostacolo alla tua stessa realizzazione è la presunzione (figlia della pura) della tua mente. Essa, spalleggiata da energie ostacolanti, si metterà in lotta, in contrapposizione, con lo Spirito. E l’esito di questa lotta è tutt’altro che scontato…

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