L’Ego e l’attaccamento psicologico

04 Ago
4 agosto 2013

Cos’è l’Ego? Il risultato di una mente rimasta sola. È colui che pretende di proteggerti dalle avversità e di placare il tuo dolore, i traumi del passato e la sfiducia che ne è derivata. Per farlo ti isola ancora di più e ti controlla, chiudendoti nel suo mondo, esteriormente più o meno dorato, di schemi e convinzioni. Cosa sono gli attaccamenti? Sono ciò che l’Ego utilizza per controllarti, è qualsiasi cosa si possa possedere, un ruolo sociale, denaro, un partner, uno stile di vita firmato, la propria conoscenza, la propria bontà, qualsiasi cosa.

Gli attaccamenti sono ciò che ti da piacere quando li hai o ti vengono riconosciuti (nel caso, ad esempio, della bontà o della conoscenza), e ciò che ti da sofferenza quando non li hai. L’Ego combatterà per averli, facendoti fare qualsiasi cosa, fino a piegarti al suo volere. Lo farà attraverso il dolore che proverà, facendoti credere che sia tuo, in assenza degli attaccamenti. Quando sei triste, senza stimoli o annoiato è perché

non riesci ad attivare le dinamiche degli attaccamenti. Ad esempio, il tuo compagno non c’è. È al lavoro e tu non sai che fare, non puoi affermare il tuo controllo su di lui. Oppure tutti i tuoi amici sono impegnati e tu non puoi svagarti con loro, non puoi ricoprire il ruolo che hai nel gruppo. Magari hai paura di far soffrire qualcuno (ecco la bontà). Oppure non stai guadagnando abbastanza denaro e così via. Per individuare i tuoi attaccamenti chiediti cosa non saresti mai disposto a perdere o a sacrificare e cosa desideri di più dalla vita. Se è il partner che desideri allora quello è il tuo attaccamento, se è il partner che non vorresti mai perdere allora quello è il tuo attaccamento.

Ora viene il bello. Ciò che ti spinge alla ricerca interiore non è solo la voglia di conoscere te stesso, è soprattutto la voglia di ottenere più facilmente la dose quotidiana del nostro attaccamento. L’Ego ci tortura quando non riusciamo a procurarci quelle attenzioni, quel prestigio, quel piccolo successo quotidiano, quella sicurezza, per quanto, ormai, malridotta. Quindi uno inizia a dare un’occhiata alla legge di attrazione: magari così si riesce ad ottenre qualche soldo a buon mercato o un partner a saldi. Inizi a dare un’occhiata alla PNL: così ti sentirai sempre vincente o meno sfigato. Inizi a dedicarti al pensiero positivo sperando che così le cose ti vadano sempre bene, nel senso che non ti vengano mai a mancare gli attaccamenti di cui hai bisogno per sentirti bene e non entrare in crisi di astinenza. Alcuni si dedicano alla spiritualità sperando che qualche forza, che sia esterna o interna a loro, provveda a dar loro ciò che gli attaccamenti richiedono.

Ma la ricerca interiore non è un modo per avere credito facile ed ottenere qualsiasi cosa l’Ego voglia, è la ricerca della verità. Il percorso di conoscenza di sè deve innanzitutto far luce su ciò che hai dentro, non è lì unicamente per farti una carezza e una coccola. Deve portare ad uscire allo scoperto i tuoi demoni, in modo che tu possa finalmente vederli e smettere di nutrirli, smettere di ascoltarli, smettere di continuare a confondere la loro voce con la tua (del tuo Spirito). Per farlo dovrai rinunciare a molte cose che davano loro nutrimento, a cui ti eri attaccato, così come un drogato si attacca alla sua dose quotidiana. Finchè continui a vivere in un mondo fantastico (di fantasia) in cui sia possibile ripulire ogni cosa a colpi di ho’oponopono, non ne esci. Se non hai visto il caos che porti dentro non puoi minimamente sperare di raggiungere le porte del paradiso. Dante sapeva questo, iniziò con l’esplorazione del suo inferno interiore (nel viaggio introspettivo che è la Divina Commedia) e dei suoi gironi. Tocca sveglia, il tempo stringe.

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1 replies
  1. Fabri says:

    Grande, mi suona di Autentico quest’articolo, condiivido un’avviso che fu fatto a G. Gourdjieff prima di avventurarsi nel suo percorso: “Sei venuto come un agnello, ma non dimenticarti che possiedi anche un lupo. Ascolta. Riesci a trovare la forza per permettere a queste due creature opposte di vivere insieme in te stesso?
    Ascolta attentamente. Questo non accadrà da sè. Non è sufficiente solo pensarci, sognare, aspettare. In qualsiasi momento il lupo può divorare l’agnello e tu devi imparare cosa significa diventare responsabile.” 🙂

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