Il Destino (e il talento)

22 Giu
22 giugno 2014

Arriviamo sul pianeta e iniziamo a vivere la nostra vita. Ma sono in pochi a chiedersi: da dove arrivo?
Non arriviamo sul pianeta impreparati, ad un livello molto profondo portiamo con noi l’essenza di esperienze maturate in precedenza, siamo “discesi” molte altre volte sul piano fisico, su questo o su altri pianeti. La comprensione delle esistenze multiple, comunemente chiamate vite precedenti, mi permise di comprendere che ciò che io sono aveva a che fare con la mente solo in piccola parte e solo in relazione a questa specifica esistenza. Al di là di essa sono collegato ad Anima, a quell’energia senziente e divina a cui ci si riferisce quando si dice che in ognuno di noi c’è una scintilla divina. Fu una sorpresa quando, dopo aver trovato Anima scoprii che anche lei doveva prendere piena coscienza di sé, essa è come una bambina che ha bisogno di essere presa per mano e guidata, alla pari di un bambino umano.

Ma cosa sono venuto a fare qua? Perché sono ritornato su questo piano? Doveva esserci qualcosa, avevo letto che noi scendiamo sul pianeta scegliendo la famiglia in cui nascere e pianificando il nostro percorso di vita e i nostri incontri più importanti, forse a quello ci si riferiva con la parola “destino”. Ma noi, avendo il libero arbitrio, potevamo allontanarci a piacimento da questo destino, complice il fatto di arrivare sul pianeta con una completa amnesia di ciò che siamo. Iniziai a pensare che passiamo tanto tempo a cercare il nostro posto nel mondo ma non ne passiamo alcuno a cercare di ricordare, creando degli squarci in quell’amnesia, qual’è il nostro posto nel mondo! A quel punto iniziai a cercare il mio destino, il percorso che avrebbe dato un senso a questa vita e che, quasi tutti, dimenticano irrimediabilmente.

È come se noi ci svegliassimo la mattina e dicessimo a nostra moglie: buongiorno cara! Scendo giù (nasco sul piano fisico) per andare al tabacchino (a compiere il mio destino), ci vediamo dopo (quando muoio sul piano fisico). Quindi scendi con tutte le intenzione di andare al tabacchino, arrivato sotto casa incontri un tuo caro amico, un anima che non vedevi da ben tre vite! Quante cose avete da raccontarvi, andate al bar e passate una piacevole mattinata insieme. A un certo punto proprio davanti al bar assistete a un incidente, vi date da fare per aiutare le persone che ne sono rimaste coinvolte, le accompagni in ospedale salutando il tuo amico e scopri che l’infermiera è una ragazza dolcissima, decidi di stare a cena con lei. Dopo varie peripezie arriva il momento di tornare a casa (lasci il piano fisico), sali a casa e tua moglie ti fa: bentornato caro, sei andato al tabacchino? E tu: “cavolo, me ne sono dimenticato”, eri troppo preso da altro, “vabè, ci vado domani appena sveglio”, altra vita, altro giro, altro tentativo.

Anch’io ero preso da altro e il mio destino non era esattamente ciò che la mente, ancora perlopiù inconsapevole dell’esistenza di ciò che è invisibile, aveva fantasticato per la mia vita. Destino e fantasie non vanno a braccetto. Eppure esso ti darà la possibilità di sperimentare più gioia, più amore, più pace, di quanto te ne potrebbe dare qualunque fantasia, in cambio chiederà che ti immerga in esso con tutto te stesso.

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2 replies
  1. Jhonny says:

    Bellissimo articolo ma….. “..Ma noi, avendo il libero arbitrio, potevamo allontanarci a piacimento da questo destino…” Ricordi che il Libero Arbitrio non esiste vero? Te lo dice chi ha provato ad “ingannare” il destino (tramite i sogni premonitori) e non ci è riuscito.. Piuttosto l’accettazione aiuta ad arrivare “preparati”…. Ciao!!

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    • Antonio says:

      Ciao Jhonny, il libero arbitrio esiste, entro certi limiti. Il futuro lo costruiamo noi, non possiamo sfuggire solo alla porzione di futuro che abbiamo già costruito con scelte e pensieri passati e presenti…

      Rispondi

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