Crescere

16 Mar
16 marzo 2014

Quando sei bambino giochi naturalmente. Nei primi anni qualsiasi cosa è vissuto come un gioco in cui il risultato non conta, l’importante è partecipare, scoprire, sperimentare, godere dell’esistenza. Eppure anche il bambino avrebbe ogni motivo per lamentarsi, per essere triste, insoddisfatto. Egli infatti si ammala più spesso degli adulti, non può giocare e rompere tutto ciò che vorrebbe, deve sopportare gli umori altalenanti dei genitori, è soggetto ad adulti sbadati che lo fanno cadere senza volerlo o che mettono troppo sale nella minestra. Se tutto questo non bastasse, mentre esplora è particolarmente soggetto a cadute, a ferirsi, a sporcarsi. Insomma, non possiamo negare che anche un bambino di pochi anni ha i suoi momenti bui! Come riescono a uscirne indenni, a non arrabbiarsi e anzi riprendere a sorridere alla prima occasione, qual’è il loro segreto? I bambini sono collegati ad Anima. Sembrano arrivati con la consapevolezza che la vita sia un’esperienza meravigliosa, ma non solo. Sembrano sapere che qualsiasi cosa accada loro, una malattia, una caduta, una ferita, sia semplicemente parte del processo, una fase di passaggio per qualcos’altro, che sarà ancora una fase di passaggio per qualcos’altro e così via.

Ora torniamo alla nostra vita di adulti, cosa è cambiato? Da piccoli avevamo accesso a più conoscenza spirituale di quanto ne abbiamo da adulti. Ora viviamo come se Anima non esistesse, la mente ha portato a termine il suo colpo di stato ormai da tempo. Ciò di cui abbiamo bisogno è tornare a sentire quella conoscenza, tornare a sentire Anima. Non so se talvolta ti chiedi: “e se fosse abbastanza? Se fossi semplicemente felice con ciò che ho proprio in questo momento? Perché non posso semplicemente essere a posto con la mia vita come è ora, apprezzando e dando il meglio di me in ciò che sto già facendo?” Se ti soffermi su queste domande puoi sentire un senso di pace e aprire uno spiraglio, una via d’uscita dalla vibrazione di insoddisfazione presente poco prima. Poi, ancora: “e se tutto ciò che stessi vivendo fosse perfetto? Se stesse semplicemente cercando di portarmi a sperimentare parti più autentiche di me stesso mentre io sto lì continuamente ad opporre resistenza e a lamentarmi?” Se fosse così, penserai, allora il fatto di opporre resistenza e lamentarsi starebbe solo ostacolando un processo di amore nei tuoi confronti. E’ un po’ come quando qualcuno vuole darci un abbraccio ma noi ci sottraiamo perché non conosciamo quella persona, non ha un bell’aspetto (si è alzata dal letto da poco) e poi è nuova, non ci fidiamo.

E’ proprio meditando profondamente su queste domande che puoi mollare le idee che ti appesantiscono, proprio mentre ti accorgi, giorno dopo giorno, che: ciò che sei non E’.

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1 replies
  1. Sabrina says:

    La mente è un eccellente strumento ma molto spesso nell’adulto questa prende il sopravvento su tutto il resto del proprio essere. Il bambino è in costante connessione con il proprio sé e per questo non si pone dubbi né problemi nel seguire la propria natura e nell’esprimere la propria essenza. L’adulto, educato a dare priorità alla logica razionale, crede di potere attraverso la propria mente controllare la realtà. E questo gli dà l’illusione di essere libero. In realtà, egli stesso è schiavo inconsapevole dello strumento “mente” a cui lui stesso ha permesso di prendere il sopravvento … finché ci si identifica con la propria mente, ignorando di essere molto di più, non si arriverà mai alla conoscenza della verità e ad una visione obiettiva della realtà.

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