Cosa spinge alla ricerca di sé? La mia esperienza (guest post)

17 Set
17 settembre 2016

di Tina e Morena.

La ricerca di sé è un argomento di cui si parla tanto in questo momento. Spesso mi chiedo cosa spinga la gente a frequentare corsi, seminari, a leggere libri o semplicemente alla ricerca di qualcosa che non sa spiegare e basta. Ecco due esperienze di vita vissuta, due esperienze, due punti di partenza differenti ma che convergono verso la medesima strada: l’amore per se stessi

Morena: Mi sono avvicinata alla ricerca interiore molti anni fa.

Le domande che mi hanno spinto alla ricerca sono state fondamentalmente due:

– Chi sono io?

– Cosa ci sono venuta a fare su questo pianeta?

Per anni ho frequentato un gruppo di meditazione, e le uniche risposte che ho avuto furono, che facevo parte del tutto, tu sei come l’acqua del mare, come l’albero, come la montagna, ecc…

Ero poco convinta che fosse tutta lì la risposta, sentivo che la verità mi mancava, sentivo come un vuoto dentro….

Per anni mi sono accontentata di ciò che mi arrivava da queste meditazioni di gruppo, finché sono diventata mamma e il bambino verso i 2 anni iniziò a dirmi che vedeva delle cose che gli facevano paura: le chiamava il lupo e il leone.

Preoccupata perché mi pareva sincero, tornai a cercare, per capire cosa succede ai bambini, e mi ricordai che anch’io da piccola vedevo delle figure e ne avevo paura.

Tutto ciò mi spinse ancora di più alla ricerca interiore avevo bisogno di comprendere cosa successe a me da bambina e cosa stava succedendo al bimbo.

Fu grazie a queste spinte che arrivai a conoscere Antonio e Maria e finalmente ebbi le risposte che cercavo e molto di più.

Tina: Antonio l’ho conosciuto per caso alla presentazione del suo libro, ma nulla è per caso. Poi ho conosciuto anche Maria. Ai loro incontri ero scettica, ma anche incuriosita, poi impaurita…parlavano di Anima, di Spirito.

Li ho mollati, ma qualcosa si muoveva dentro di me, risuonava fortemente con ciò che dicevano.

Poi il “caso” e’ venuto a cercarmi nella mia città: avevano trovato lì una sede per il joylab e allora mi sono detta che “dovevo” approfondire, “capire”, sperimentare, investire su di me.

Ho frequentato il percorso semestrale, poi si sono trasferiti e li ho seguiti anche a Bologna è ancora oggi, nonostante la mia mente non ceda ancora, qualcosa mi porta da loro ogni mese a completare il biennio di Counseling transpersonale .

Perché? Perché la mia vita, nel frattempo, è migliorata, perché di ritorno a casa, dopo ogni incontro, dentro di me porto sempre tante sfide da affrontare, ma anche tanta ricchezza in più.

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