Comunicare con Dio

24 Giu
24 giugno 2013

DAL LIBRO CONVERSAZIONI CON DIO DI NEALE DONALD WALSCH – PAG. 3

Neale: come parla dio e a chi?

parlo con tutti, senza interruzione. La domanda non è con chi parlo ma: chi mi sta a sentire?

(Neale) in preda a un vivo interesse, domandai a dio di approfondire questo argomento. ecco cosa mi disse:

innanzitutto sostituiamo la parola parlare con la parola comunicare. Si tratta di un’espressione migliore, più completa, più accurata. Quando cerchiamo di parlarci: io con te tu con me, ci troviamo immediatamente costretti dall’incredibile limitazione delle parole. Per questo motivo, non comunico soltanto a parole, in effetti lo faccio ben di rado. Per me, la forma più frequente per comunicare sono i sentimenti.
I sentimenti sono il linguaggio dell’anima. Se vuoi sapere quanto c’è di vero per te in qualcosa, prendi in considerazione quello che senti a quel proposito.


Comunico anche tramite il pensiero. Pensiero e sentimento non sono la stessa cosa, sebbene possono presentarsi allo stesso momento. Comunicando con il pensiero spesso ricorro a immagini e raffigurazioni. Per questa ragione, i pensieri sono più efficaci delle semplici parole nella comunicazione.
In aggiunta ai sentimenti e ai pensieri, mi servo anche del tramite dell’esperienza come importante sistema di comunicazione.
E in ultimo, quando sentimenti e pensieri ed esperienza si dimostrano un fallimento, mi servo delle parole.
Le parole occupano davvero l’ultimo posto tra i mezzi per comunicare. sono esposte a essere fraintese e ancor più spesso a venire male interpretate. e questo perchè? a causa di quello che sono le parole.
Le parole sono delle semplici espressioni: suoni che stanno per sentimenti, pensieri ed esperienze. sono simboli, segni, emblemi, non sono verità, non sono cose reali. Le parole possono aiutare a capire. L’esperienza consente di comprendere. eppure ci sono cose, alcune cose, che nn si posso sperimentare. così vi ho dato altri strumenti di conoscenza. e questi vengono definiti: sentimenti e anche pensieri.

Attribuite così scarso valore all’esperienza che quando ciò che voi sperimentate su dio differisce da quello che avete sentito dire su dio, in maniera automatica scartate l’esperienza e vi attenete alle parole, mentre sarebbe giusto seguire l’altra strada. L’esperienza e i sentimenti a proposito di una cosa rapprensentano quello che in effetti e intuitivamente si conosce circa quella cosa.

Questi sono gli strumenti con i quali io comunico, eppure non sono i modi, poichè non tutti i sentimenti, non tutti i pensieri, non tutte le esperienze e non tutte le parole vengono da me.

la sfida sta nel discernimento. la difficoltà sta nel rendersi conto della differenza tra i messaggi di dio e i dati provenienti da altre fonti. Il mio è sempre il vostro più alto pensiero, la più chiara delle parole, il più grande dei sentimenti. Qualunque cosa sia inferiore a questo arriva da un’altra fonte.

Il pensiero più elevato è il pensiero che contiente la gioia, le parole più chiare sono quelle che contengono la verità. il sentimento più grande è il sentimento che voi chiamate amore. Gioia, verità, amore, sono intercambiabili e ognuno di essi conduce sempre agli altri. non importa in quale ordine siano messi.

Nei miei dialoghi lo chiamo Spirito, in realtà puoi chiamarlo come vuoi, a Lui non importa come lo chiami. Vuole solo che tu riesca ad ascoltarlo. Gli importa perché può guidarti a scoprire ciò che sei davvero, e, scoprendolo, sperimenti, in un silenzio pieno di significato, di Essere molto più vicino a Lui di quanto tu possa mai immaginare…

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