Ciò che ti blocca è nascosto dalle interferenze mentali

26 Ago
26 agosto 2014

Spesso, parlando con le persone, si arriva a dialogare sui blocchi, su quella sensazione di disagio che emerge periodicamente e che ci rallenta, ci demotiva e, in generale, non ci permette di goderci la vita fino in fondo. Se hai fatto un po’ di cammino allora probabilmente hai smesso di attribuire all’esterno la causa di questo disagio, hai compreso che è qualcosa che ti porti dentro e prescinde da ciò che accade fuori. Piuttosto, questo malessere influenza ciò che accade nel tuo mondo esterno, pone dei limiti al pieno sviluppo del tuo potenziale e, in alcuni casi, ti impedisce di scoprire di averlo un qualche potenziale o, come preferisco chiamarlo, talento. Quindi, ad esempio, stai costruendo qualcosa di bello, di autentico, una relazione, un progetto, uno stile di vita, e poi qualcosa dentro di te scatta e inizia a distruggere sottilmente ciò che ha costruito. Continuando a leggere ti renderai conto di come davvero siamo noi, o meglio, la parte ferita e impaurita della nostra mente, il principale freno alla nostra realizzazione.

Gli inghippi più frequenti sono nel rapporto che il bambino ha con i genitori. In un caso, ad esempio, la persona attribuiva alla mamma la causa dei propri piccoli o grandi disagi emotivi, eppure sotto si nascondeva qualcosa di molto diverso, un abuso rimosso da parte del padre, defunto da diversi anni, di cui la mente di superficie, a difesa del fatto traumatico, riportava un’immagine idealizzata. Altre volte si riesce a individuare il problema ma non lo si supera mai a causa di un meccanismo di difesa piuttosto frequente: “ci ho già lavorato sopra e ho risolto la cosa”. Forse ci hai lavorato sopra ma continui a materializzare le stesse dinamiche distruttive, quindi in realtà non hai toccato il cuore della situazione traumatica, non te la sei davvero lasciata alle spalle. Ancora, un altro caso, il padre è l’autore di diversi fatti traumatici ma, lavorando nel tempo con la persona, emerge che è proprio la madre a rappresentare nel momento presente un freno alla sua autorealizzazione, ella faceva di tutto, sottilmente, per mantenere il controllo sulla figlia. Da un lato le diceva esci, fai la tua vita, realizzati, e la sosteneva nelle sue iniziative, dall’altra pretendeva di controllare ogni suo passo e di continuare ad essere al primo posto nei pensieri della figlia. Generalmente è più difficile mettere in discussione ciò che ci da sicurezza perché appare come una cosa “buona” nella nostra vita. E’ più semplice scagliarsi contro l’elemento che oggettivamente ha agito in modo da ferirci.

Eppure quelle sono ferite derivanti da azioni che sono alla luce del sole, non sono nascoste, quindi più semplici da guarire, così come è più semplice guarire da un batterio di cui è stata scoperta la natura attraverso delle analisi cliniche. Il vero problema nasce quando non si capisce l’origine della patologia oppure si individua un falso bersaglio, una falsa causa, portando avanti, così, una cura inefficace. A volte invece hai individuato il problema ma non sei disponibile a lasciare andare la cosa, vuoi continuare a tenere per te tutto il risentimento mentre la mente di superficie ti dice: “tranquillo, ormai hai compreso, sei ormai guarito da questo dolore”.

Se ti rivolgi, con sincerità, al tuo Spirito, alla tua guida interna allora la risposta giungerà. Ma vorrai ascoltarla? Alcuni mi dicono che la risposta non arriva loro, poi, parlando, viene fuori qualcosa che potrebbe rappresentare proprio la risposta che cercano. A quel punto mi dicono: “no, non può essere così”. Per vedere la risposta devono smontare un illusione e non sono ancora pronti a farlo. Mi è capitato decine di volte anche sulla mia pelle, non è facile, molte risposte non arrivano perché semplicemente non siamo pronti ad ascoltarle. In questo senso senza una guida è molto più difficile riuscire a vedere, con occhi di verità, che ciò che sei non È.

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1 replies
  1. grace says:

    infinitamente grazie

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