Archive for category: Il meglio del blog antoniodelia.it

Mettersi in ascolto, il libro

10 Mag
10 maggio 2018

Tratto dal libro: Mettersi in Ascolto – dialoghi canalizzati dai diplomando della scuola di Counseling Transpersonale – lo trovi anche su Amazon a questo link

Spirito: Anche la tua mente cerca ancora illusioni. Ogni volta che ognuno di voi cessa di desiderarle, qualcun altro comincia a comprendere. È come un’informazione trasmessa ovunque che diventa un campanello d’allarme per chi rischia di continuare a perdersi nel limbo della propria mente.

Claudio: Cosa devo fare allora?

Spirito: Sii uno strumento della verità, non un detentore. La tua mente si trova in una fase che, nella storia “Il signore degli anelli”, viene chiamata terra di mezzo. La compagnia dell’anello era composta da coloro i quali sarebbero andati incontro al destino di quell’anello. Esso rappresentava il po-tere della realizzazione dell’essere umano completo. Quello stesso potere era in grado di prendere strade deviate dal lato oscuro. In cosa consiste quel potere realmente? Nella conoscenza. Chiunque può usare la conoscenza, sia a fin di bene che di male. Sono due lati della stessa medaglia.

Claudio: Ma la terra di mezzo cosa rappresenta? Cosa vuol dire che io mi trovo lì?

Spirito: Significa che ti stai dirigendo verso la torre dove si trova l’occhio di Sauron, colui che vuole usare la conoscenza attirando la tua attenzione verso il lato oscuro al fine di depotenziarti e infine distruggerti. Ma la conoscenza è un’ar-ma che, senza la verità, ossia senza la visione di entrambi i lati della medaglia, può solo condurti su strade che non sono le tue. Ti stai recando lì per distruggere il lato oscuro di quell’anello e comprendere che il reale potere non è dominio e distruzione. I personaggi della compagnia dell’anello sono i tuoi aspetti psicologici, sono le tue virtù, i tuoi attaccamenti, le tue paure, i vari aspetti della tua personalità. Ognuna di loro può prendere il sopravvento sull’altra o su te stesso e, durante questo viaggio, nonostante possano prevalere l’una sull’altra, saranno per te un aiuto importante, perché imparerai a conoscere tutto quello che sei e anche ciò che non sei. Emergeranno lati di te che credevi di non avere, imparerai a conoscere la paura e il coraggio, la disperazione e la forza di volontà. Potrai finalmente sperimentare la vera fede. Una fede fatta di pura azione e determinazione verso il tuo destino.

Il punto di vista più ampio sulla creazione intenzionale (o legge di attrazione)

26 Gen
26 gennaio 2018

(guest post di Massimiliano Cantore) Massimiliano: Mi piacerebbe approfondire il discorso sulla manifestazione tramite pensiero parola e azione

: Si tratta di vera e propria creazione, non è solo manifestazione. In ogni istante della vostra vita voi create anche se non ve ne accorgete e non potrebbe essere altrimenti, poiché esiste solo il momento presente. Il processo di creazione è una vera e propria legge alla quale non è possibile sottrarsi. Tutto si svolge su tre livelli: ide-azione, cre-azione e form-azione. L’ide-azione corrisponde al pensiero e si tratta di riunire energie per formare una matrice di ciò che si vorrà creare. È per questo motivo che nelle vostre richieste dovreste pensare a ciò che volete come se fosse già ottenuto, poiché ciò che inviate all’Universo è la matrice del vostro pensiero. Se chiedete qualcosa che ancora non avete dichiarate una mancanza nel momento che chiedete e una mancanza è ciò che creerete. La cre-azione corrisponde alla parola, cioè quando annunciate a voi stessi e al mondo ciò che volete creare e si tratta di rendere un po’ più densa l’energia del pensiero. Non è importante che l’annuncio sia effettivamente pronunciato a parole, ciò che è importante è comunicarlo. L’ultimo atto è la form-azione che corrisponde alla messa in atto delle operazioni necessarie al compimento della creazione. Tutto questo è un processo di “rallentamento” di vibrazioni, dalla più alta del pensiero a quella più bassa delle azioni e vale sia per compiere un passo che per creazioni più complesse, la differenza sta nel quantitativo di energia impiegato. Anche il tempo necessario alla creazione dipende dal quantitativo di energia, ma anche dal livello di consapevolezza di chi utilizza l’energia.

Massimiliano: Ok, ho capito come funziona, mi servirebbe un chiarimento sull’ultima parte riguardante l’energia e la consapevolezza.

: I maggiori limiti posti a questo processo sono due: l’energia che si è in grado di utilizzare e la consapevolezza necessaria. Questi limiti sono posti, entrambi, dalla mente. L’energia utilizzabile è rappresentata dalla vostra immaginazione. Quando create la matrice energetica è necessario che sia più particolareggiata possibile. Pensatevi e pensate alla situazione come se la steste vivendo in questo momento, fino a farla diventare il vostro unico pensiero. Molte persone non sono in grado di portare a compimento questo processo poiché non credono nell’immaginazione, pensano che bisogna rimanere con i piedi per terra e che non si può perdere tempo a fantasticare, ed è così, se non si concludono tutti e tre i processi. L’altro limite si presenta nell’ annuncio a se stessi e al mondo. Dopo aver creato la matrice molta gente dice e si dice che non sarà mai in grado di realizzarla, che sarebbe bello ma non è possibile. Queste sono le energie effettive che verranno mobilitate nell’Universo. Tutto ciò porta a non eseguire azioni o ad eseguirle con scarso impatto. Anche con questi limiti la creazione non è interrotta se si compiono comunque tutti e tre i processi, sarà solo molto rallentata.

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Fare ciò che ami ed altri insegnamenti

16 Giu
16 giugno 2016

Spesso sento parlare del fatto che sia importante fare ciò che ami per trovare il proprio posto nel mondo e sentirsi in pace. Questo è vero ma, come moltissimi insegnamenti, è stato spesso frainteso. Se fosse stato compreso chiaramente allora molte più persone, immerse nella ricerca interiore, a caccia di risposte per realizzare la propria vita, avrebbero iniziato a fare ciò che gli piace e trovato la propria strada. Eppure non è così, è più facile trovare tante persone che sanno parlare bene, descrivere, discutere su molti insegnamenti. Pochissimi invece li mettono in pratica con consapevolezza. 

Questo accade non tanto per cattiva volontà quanto per una incomprensione di fondo molto sottile: non è chiaro a chi ci stiamo riferendo quando diciamo “io”. Così, non sapendo chi siamo, spesso scambiamo per “io” ciò che non siamo e ci chiudiamo all’ascolto della parte più profonda di quel “io”. Ecco che qualsiasi insegnamento che ci viene trasmesso sembra non funzionare così bene con noi, oppure funziona in modo altalenante, perché l”io” che coglie l’insegnamento è solo una parte di ciò che sei. Quando diciamo “io” ci riferiamo perlopiù alla nostra mente, siamo identificati totalmente con essa. Read more →

Il mondo invisibile (o dimensione spirituale, mondo sottile, piano astrale)

05 Apr
5 aprile 2016

Oltre alla dimensione terrena esiste un infinito “universo spirituale”, organizzato in dimensioni perlopiù atemporali e collegato a quello materiale. L’uomo visita questo universo con regolarità attraverso il suo veicolo sottile, in particolari stati di coscienza di cui è solitamente inconsapevole. È in questo spazio che Anima e Spirito si muovono. Mentre qui possiamo “solo” sentirli, lì possiamo incontrarli, a patto di aver imparato a riconoscerli.

Non c’è molta differenza tra subire la vita e controllarla. La differenza è solo dal punto di vista della mente. Nel primo caso le sue fantasie non si realizzano e quindi diciamo a noi stessi che stiamo subendo la vita. Nel secondo caso le fantasie della mente si realizzano, così abbiamo l’impressione di controllo. Ma in entrambi i casi l’inconscio sta agendo per mettere in scena ciò che abbiamo deciso nella nostra infanzia, mentre il nostro guardiano è lì per accertarsi che rimaniamo incastrati in quelle dinamiche, un giro di giostra dopo l’altro.
La via d’uscita non ha a che fare con la mente. C’è una forza più profonda che cerca di comunicare con tutti, che è lì per ricordarci il nostro destino, mostrandoci il senso della nostra presenza sul pianeta. Il primo passo, dopo aver ripulito almeno in parte le ferite del passato, è imparare a riconoscere e ascoltare questa forza. In quel momento inizia il tuo vero cammino, per la mente iniziano i guai, si troverà ad affrontare le sue paure una dopo l’altra. Fino a quel momento è semplicemente preparazione.

I primi commenti al video:

  • “grazie mille sto piangendo”
  • “Antonio e Claudio vi faccio i complimenti per come spiegate concetti difficili in maniera semplice”
  • “bellissimo video”
  • “da anni cerco le mie risposte e pratico meditazione…..ma ora è successo qualcosa di più profondo…come una chiamata…fino a 10 giorni fa non vi conoscevo ma mi ero affidata e avevo CHIESTO di capire…..il documentario è chiarissimo e forse ora posso dire che la nebbia comincia a diradarsi…..Grazie…”
  • “mentre continuo a pensare al perché deve essere tutto così complicato vedo affiorare sulle mie labbra un sorriso perché vale la pena vivere, lavorare per ricongiungere le tre componenti del nostro essere fino a ritornare a “casa”.

L’anima gemella non esiste

15 Gen
15 gennaio 2016

L’idea di anima gemella è molto diffusa. Ci porta a pensare che ci sia una persona nel mondo con cui siamo destinati a passare tutta la vita ed essere felici. Questa idea ci è stata trasferita dalle storie che ci hanno raccontato da piccoli. Il principe, il cavaliere, cerca la sua principessa, la sua dama, e viceversa. Ogni favola che si rispetti termina con un bel “vissero felici e contenti”. In qualche modo sembra che tutte le difficoltà siano concentrate nella ricerca della propria metà, dell’anima gemella e che, una volta che ci si è trovati, tutto andrà liscio. Questa è un’idea romantica, adolescenziale, che può facilmente indurre in confusione, ostacolandoci nel fare il salto percettivo che ci permetterà di cogliere l’autentico significato della relazione.

Abbiamo vissuto numerose vite. Durante queste esperienze di vita fisica abbiamo incontrato e interagito con tante Anime. Con alcune di esse abbiamo sperimentato dolore, colpa, risentimento, amore, gioia, unione. Con alcune di esse abbiamo iniziato a realizzare cose che ci permettevano di sperimentare appieno il nostro dono animico. Read more →

La resistenza al cambiamento

16 Dic
16 dicembre 2015

Si sente spesso parlare di cambiamento. Ma cosa significa questa parola? Perché viene quasi sempre associata a qualcosa di buono? La parola cambiamento evoca la possibilità di passare dall’esperienza attuale ad una esperienza che la mente considera migliore. Per questo motivo viene apprezzata. La mente proietta su quella parola i suoi desideri. Sei tentato a seguire ciò che ti promette un cambiamento proprio perché in quella parola hai riversato i tuoi desideri. Cambiamento = desideri e aspettative mentali. Ma sappiamo bene che la mente mente continuamente quindi questo tipo di cambiamento orizzontale è quasi sempre inutile per l’autentica realizzazione del sé.

Un cambiamento di tipo verticale tende invece a mettere in discussione l’investimento della mente su ciò che le dà sicurezza. La mente tiene a quei legami e vuole mantenerli perché li vive come positivi, in questo modo perde l’opportunità di fare dei salti e tende ad avvitarsi su se stessa facendoti semplicemente girare in tondo.

Le tue priorità orientano la tua vita

27 Ago
27 agosto 2015

Nove volte su dieci quando dici: “non posso” intendi che non è una priorità nella tua vita. Sii consapevole. Nella vita non puoi raggiungere nulla che non sia al primo, al secondo o almeno al terzo posto nelle tue priorità. Quasi sempre ciò che pensi siano le tue priorità non lo sono, scambi i desideri per priorità. Per scoprire le tue vere priorità scopri semplicemente ciò a cui dedichi più tempo. Moltissime persone dedicano la maggior parte del tempo a costruire sicurezze (gabbie) di protezione contro la paura e, generalmente, la loro priorità è sopravvivere e incrementare ciò che già c’è. La pressione che questa scelta comporta  Ecco che la vita diventa perlopiù sempre uguale a se stessa passando semplicemente da momenti di maggior successo e svago a momenti di minor risultati. Questo è ciò che fa soffrire il tuo Essere e provoca quella pressione, quel conflitto sottile al tuo interno…  Read more →

Ciò che sei non E’

18 Lug
18 luglio 2015

Ciò che sei non È… e ciò che sei davvero ti fa paura. Riesci a giungere fino al confine di ciò che non sei, mancano pochi passi per iniziare a sperimentare ciò che sei davvero. Ma ti fermi, tremi, vuoi tornare indietro. Vuoi sapere, vuoi conoscere, ma poi ti arrabbi, la verità ti fa arrabbiare. Sbatti la porta in faccia a ciò che È. La mente è fatta così ma tu non sei la tua mente. Essa, mossa dal timore del futuro, vuole controllare la tua vita.

Prima di chiedere di sperimentare quella pace, quell’amore, quella gioia che hai sempre desiderato e inseguito, osserva. A cosa sei disposto a rinunciare? A quali idee invece non sei disposto a rinunciare? Le idee a cui non sei disposto a rinunciare sono quelle che tengono in piedi il tuo disagio. La guarigione è così difficile perché per conseguirla serve rinunciare a qualcosa, ed è sempre un qualcosa che la mente valuta come buona. Questo è il grande ostacolo!

Tu dici: come è possibile? Non è questa cosa che mi turba. Ciò che mi crea tensione, sfiducia, è quest’altra cosa. Dobbiamo lavorare su questa cosa! Eppure quello quasi sempre è un falso bersaglio, è lì per distrarti. Ciò che pensi sia il tuo problema è perlopiù innocuo. Il guaio è in ciò che ti dà sicurezza, ciò che ti lusinga, ti fa sentire protetto, ti fa sentire un re, ciò che ti accarezza e ti consola… proprio quella cosa ti sta fregando.

Questo è insopportabile per la tua mente. Ma se lo comprendi hai una grande possibilità. La tua consapevolezza compierà un balzo. Entrerai in una crisi profondissima, ogni distacco è preceduto da una crisi, una sofferenza, tanto più grande quanta più sicurezza o piacere ti dava la cosa da cui ti stai staccando. Quanto più forte la dipendenza tanto più forte la sofferenza da attraversare per disintossicarsi. È la strada per la guarigione. Puoi decidere di iniziare il cammino, oppure decidere che hai ancora bisogno di tempo da dedicare ai preparativi.

Di seguito il podcast di approfondimento:

Verso l’equilibrio Interiore (post scomodo)

26 Mag
26 maggio 2015

Incontro molte persone che chiedono il riequilibrio dei propri stati interiori, vogliono sentirsi meglio, più sereni, più forti. Spesso cercano di cambiare una vita che sentono disfunzionale o troppo limitante. Oppure cercano un completamento, sentono un vuoto e vorrebbero colmarlo. Ora, la prima domanda che mi farei è: come mai fino ad oggi, dopo vari tentativi, non ho ancora raggiunto questa serenità, la mia vita è ancora una gabbia per me o sento ancora un vuoto che non riesco a colmare? Difficilmente uno riesce a trovare la risposta a una domanda del genere. Se trovasse una risposta autentica allora sarebbe molto più vicino alla guarigione. Ciò che conta è, innanzitutto, che uno si ponga questa domanda, poi, che riesca a comprendere che la risposta non è all’esterno. Il primo freno nella ricerca della propria realizzazione consiste nel fatto di dare colpe e meriti al mondo esterno per i propri risultati e i propri stati d’animo. Comprendere che c’è qualcosa dentro da sciogliere e trasformare è essenziale. L’implicazione di questa comprensione però non è affatto scontata poiché rimane spesso a livello intellettuale. Che significa che dentro di me c’è qualcosa da sciogliere o trasformare? Read more →

Il ruolo delle domande

07 Mag
7 maggio 2015

Ciò che ci guida nella ricerca interiore sono le domande. Tutti si fanno delle domande ma con le domande “sbagliate” non si arriva da nessuna parte, si rimane bloccati o si gira in tondo (il che è pur sempre un’esperienza di cui far tesoro). Di seguito osserviamo i diversi tipi di domande che possiamo porci.

Il primo tipo di domande sono quelle che non portano a nulla: perché capitano tutte a me? Come mai sono così sfortunato? Perché nessuno mi vuole bene? Perché nessuno mi aiuta o Dio non mi aiuta? Queste esemplificano il tipo di domande che ti fa sentire una vittima e ti fa rimanere schiacciato in paure e insicurezze.

Poi c’è un tipo di domande che è molto diffuso. Ti fanno girare in tondo perché sono legate alla ricerca di risultati esteriori: quando troverò l’amore? Come posso riconoscere l’Anima gemella? Come posso raggiungere l’indipendenza economica o avere più denaro? Come posso essere più attraente? Come posso avere più tempo libero? Come posso diventare il migliore in una certa cosa? Come posso sentirmi meglio/bene nella vita quotidiana? Come posso aiutare il mondo? Read more →