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La ricerca della felicità distorta

12 Giu
12 Giugno 2019

Il percorso di consapevolezza non è complicato in sé, lo è diventato a causa di abitudini sociali ormai radicate. L’essere umano insegue la felicità per tutta la vita. Questo sembra essere una cosa buona, tutti abbiamo diritto a cercare la nostra realizzazione, eppure non lo è per un semplice motivo: abbiamo frainteso il significato della parola felicità.

La nostra società attribuisce alla parola felicità il significato di sicurezza, comodità e libertà nel senso di poter fare ciò che ci piace di più. Quindi la ricerca della felicità diventa una ricerca di sicurezza, comodità e libertà di fare ciò che soddisfa il nostro ego. Alcuni mettono davanti la sicurezza, altri la comodità, altri la libertà, ma quasi tutti aspirano a un mix di questi tre elementi. La nostra vita è plasmata dalle nostre priorità, quindi ciò a cui diamo più importanza è ciò che riusciremo a conquistare. Il guaio di questa idea di felicità è che in realtà non troveremo una vera pace o serenità sia se non riusciamo a conseguire questi obiettivi sia se ci riusciamo. Perché, alla base, è il concetto di felicità ad essere stato distorto e a portarci fuori strada rispetto al naturale sviluppo dell’Essere umano armonico. Questo tipo di ricerca non ha a che fare col vero significato di felicità ma ha a che fare con la ricerca del vizio poiché la gola, l’accidia, la lussuria e la ricerca del profitto individuale sono messi al centro della propria vita. E’ in questo modo che la ricerca della felicità porta quasi sempre ad un finale infelice, anche se a volte “di successo” agli occhi degli altri, ed ad una vita in cui non riusciamo mai a conoscere e sperimentare l’Amore.

Qual’è allora il vero significato di felicità? viene dal greco eudamonìa, composto da eu, buono, e daimon, genio, demone. Potremmo tradurlo con spirito buono, quella parte più profonda presente all’interno di ogni Essere umano che è lì per guidarlo. Colui che è in contatto con quella parte più profonda viene guidato al contatto con Anima, per sua natura vitale e gioiosa come un bambino che gioca amabilmente. Iniziare questa ricerca significa in realtà rinunciare proprio alla sicurezza per sostituirla con la Fede, rinunciare alla comodità e sostituirla con l’ascolto di sé e l’azione, rinunciare alla libertà nel senso di fare ciò che piace e sostituirla col fare ciò che va fatto, seguendo le indicazione di quello “spirito buono” che è al di là della mente e sa chi sei davvero. Il suo compito è guidarti a scoprirlo. Spesso l’essere umano è invece guidato dal “demone cattivo” che alimenta il proprio ego, Carlos Castaneda lo chiamava: il Volador. Entrambe le forze sono nel nostro campo psicologico, la consapevolezza consiste anche nel saper distinguere tra una e l’altra forza e poi nello scegliere l’eudamonia, la felicità, lo spirito buono. Dalla sua guida è nato l’Ecovillaggio Albero della Vita e la scuola di Counseling Transpersonale. In questo consiste il nostro lavoro: aiutare le menti a distinguere tra le due spinte e riappropriarsi della capacità di scelta, un muscolo poco valorizzato nella società moderna che spesso invece pretende di dirti ciò che è meglio per te, spingendoti a delegare ampie porzioni della tua vita in nome della comodità e della sicurezza.