Archive for month: marzo, 2014

Puoi decidere solo una cosa

27 Mar
27 marzo 2014

Questo articolo nasce da un dialogo avuto due giorni fa con Davide, un bambino di 8 anni e mezzo. Tutto è iniziato quando mi ha chiesto se l’indomani sarebbe accaduta una certa cosa a cui teneva, la mia risposta è stata: “probabilmente sì.”

Davide: “perché probabilmente, è si o no?”

Io: “molto probabilmente sì, non posso esserne assolutamente certo. La vita è imprevedibile, noi non decidiamo quasi nulla.”

Davide: “che stai dicendo! Siamo noi a decidere.”

Io: “osserva, non siamo noi a decidere, ad esempio ti aspetti che domani la maestra sarà da voi in classe ad un certo orario, ma potrebbe accadere qualcosa che le impedisce di esserci e questo non puoi prevederlo, oppure prova a ricordare a tutte le volte in cui abbiamo deciso sul momento di fare qualcosa di divertente e non lo avevi previsto. La vita è imprevedibile. Questa cosa è difficile da accettare anche per gli adulti, ma se non la si comprende a fondo diventa fonte di paure.”

Davide: “allora, se noi non decidiamo, chi decide?” Read more →

Crescere

16 Mar
16 marzo 2014

Quando sei bambino giochi naturalmente. Nei primi anni qualsiasi cosa è vissuto come un gioco in cui il risultato non conta, l’importante è partecipare, scoprire, sperimentare, godere dell’esistenza. Eppure anche il bambino avrebbe ogni motivo per lamentarsi, per essere triste, insoddisfatto. Egli infatti si ammala più spesso degli adulti, non può giocare e rompere tutto ciò che vorrebbe, deve sopportare gli umori altalenanti dei genitori, è soggetto ad adulti sbadati che lo fanno cadere senza volerlo o che mettono troppo sale nella minestra. Se tutto questo non bastasse, mentre esplora è particolarmente soggetto a cadute, a ferirsi, a sporcarsi. Insomma, non possiamo negare che anche un bambino di pochi anni ha i suoi momenti bui! Come riescono a uscirne indenni, a non arrabbiarsi e anzi riprendere a sorridere alla prima occasione, qual’è il loro segreto? Read more →

Nessuno può fare nulla per te

04 Mar
4 marzo 2014

Una delle trappole più insidiose e più difficili da riconoscere è l’idea di poter aiutare gli altri. Siamo portati a pensare che qualcuno possa fare qualcosa per noi in modo da poter stare meglio o che noi possiamo fare qualcosa per lui per farlo stare meglio. Osservando attentamente questa idea ti accorgerai che nasconde un’aspettativa. Ad esempio quando lasci un euro ad un mendicante, ti fai l’idea che comprerà del pane per se o per i suoi bambini, questa idea ti fa sorridere, ti allontani con l’impressione di aver aiutato quella persona. In realtà non sai per cosa verrà utilizzato quel denaro. Allo stesso modo, quando aiuti un amico Read more →